Maria a Medjugorje Messaggio del 8 settembre 1981: Non abbiate paura! Desidero che siate colmi di gioia e che la gioia si legga sul vostro volto!

Le apparizioni di Maria Rosa Mistica: Il lungo periodo delle attese (1949-1960)




Presso le Suore Francescane del Giglio di Brescia Pierina rimase 19 anni, accolta per carità, prestando servizi anche di infermiera nonostante lei stessa avesse bisogno di essere curata.

Furono infatti molte le malattie che l'afflissero specialmente nei primi anni di questa permanenza.

Non doveva diventare suora ma vivere nel Convento in perfetta ubbidienza. Ciò dietro consiglio di Don Gerolamo Lanzetti, Padre Spirituale del Seminario.

Aveva a sua disposizione una camera decente, con una bella statua della Madonna sul cassettone, ed inoltre vicina alla Cappella. Altro motivo di conforto l'aver incontrato la Signorina Lucia Mazzotti allora trentenne, che rimase per tutta la vita compagna nelle preghiere, nella devozione alla causa di "Rosa Mistica" e che con grande dedizione assisteva Pierina nelle sue malattie. Specialmente ebbe i consigli e il conforto di Santa Maria Crocifissa Di Rosa che le appariva frequentemente.

Ma dal diario si apprende che molto più frequenti furono i momenti di sofferenza dovuti a malattie. Ritornarono le coliche renali con altri disturbi che condussero Pierina ad un momento di estremo sconforto.

Il 5 gennaio 1950 alla sua presenza il medico curante disse al Superiore che per impegni non poteva più assisterla e lasciava ad un altro il compito. Uscito poi dalla camera senza chiudere la porta, disse al Superiore a voce alta che Pierina era peggio di un'isterica, gettando anche fango sulla sua virtù, così che da parte dei Superiori si cominciò a pensare se non fosse il caso di allontanare quell'ospite che oltre tutto dava tanto da fare alla casa. Pierina che aveva sentito tutto e che poi si accorgeva di non essere più trattata come prima, invocava "disperatamente" la Madonna. Dove sarebbe andata se nessuno la voleva? Per fortuna. o meglio per grazia divina, pochi giorni dopo fu affidata alle cure di un medico di coscienza, il Dottor Adolfo Battisti, il quale mise in evidenza la falsità delle insinuazioni del medico precedente ed anche in seguito ebbe a testimoniare la forza e la pazienza con cui Pierina sopportò sia i dolori sia le umiliazioni causate da una forma morbosa sofferta dal 1951 sino all'inizio del 1953, con la formazione successiva di numerosi ascessi disseminati in diverse parti del corpo, per cui furono necessarie circa quaranta ampie incisioni con drenaggio e medicazioni delle cavità residuate.

Altre sofferenze non meno gravi di natura morale furono provocate dai rapporti col Padre Confessore, il Padre Giustino Carpin, suo primo benefattore per l'accettazione nella casa. Si venne subito a creare una situazione paradossale, che si prolungò per anni e anni. Santa Maria Crocifissa apparendo a Pierina le aveva comunicato, ed in seguito ebbe più volte a confermare, che il Padre Giustino doveva essere il suo Confessore, a cui doveva dare piena confidenza, rivelandogli tutte le esperienze soprannaturali, comprese le sue frequenti apparizioni e i suoi messaggi. Se non ché il Padre Giustino si dimostrava profondamente scettico; quando Pierina doveva rivelare queste esperienze che pure erano tanta parte delle sue preoccupazioni, lasciava cadere il discorso e non dava nessun aiuto.

Tanto che Pierina fu spinta una volta a confessarsi così:

"Padre, le faccio la confidenza che non ho confidenza in Lei".

In particolare Santa Maria Crocifissa più volte tornò alla carica per convincere Padre Giustino a chiedere il permesso ai suoi Superiori per accompagnare Pierina a Roma e manifestare al Papa il Messaggio comunicato dalla Madonna a Montichiari. La risposta di Padre Giustino era sempre la medesima:

"Se S. Maria Crocifissa non fa un miracolo, non mi prendo nessuna responsabilità".

Pierina poté andare a Roma durante l'Anno Santo il 22 maggio 1950, ma senza il Confessore; furono dieci giorni di continue coliche renali e dovette tornare sul treno degli ammalati. Vi si recò ancora senza il Confessore per interessamento della Signorina Bonomi ed ebbe l'udienza da Pio XII a Castelgandolfo l'8 agosto 1951.

Ecco come narra il fatto nel diario:

"Arrivato che fu al nostro gruppetto composto da tre persone, la Signorina Martina Bonomi, io e un Signore di Roma, il Santo Padre ci chiese di dove eravamo. La Signorina disse: 'Di Brescia" e rivolgendosi verso di me, disse: "Questa è Gilli Pierina di Montichiari, ecc. (Dovette richiamare i fatti delle apparizioni). Allora Lui si mise la mano alla fronte e dopo un attimo, disse: "Ah, si, ricordo!" Poi verso di me disse: "Figliola, hai corrisposto alla grazia della Madonna? Sei diventata più buona?". Io arrossii, ma non fui capace di dir nulla, perché era vero che non avevo corrisposto alla grazia, mentre nel mio cuore nutrivo il desiderio di migliorare... Allora Lui con sorriso di tanta dolcezza mi disse: "Brava figliola, cerca di corrispondere e per questo ti do la nostra paterna benedizione". Mi mise le sue mani venerabili sulla testa e con formula in latino mi benedisse con il bacio dell'anello.

Ero tanto tranquilla, non ebbi un momento di emozione trovandomi davanti al Papa, perché l'ho trovato tanto umile e paterno. Nonostante questo non mi è stato possibile dire del Messaggio della Madonna, perché ero attorniata da varie persone".

Secondo una testimonianza che fu anche stampata:

"Il Santo Padre infine si piegò sulla veggente, che gli stava davanti genuflessa, ed umilmente le disse: "Per favore, cara figliola, prega anche per Noi".

Durante questo periodo molti interventi di S. Maria Crocifissa ebbero lo scopo di condurre avanti Pierina nel cammino di perfezione. Ricordiamo solo il voto di "Uniformità alla Volontà di Dio" proposto dalla Santa il 22 ottobre 1951 nel senso di non lamentarsi mai di ciò che al Signore piacerà darle della sua Croce; voto eseguito col permesso del Confessore l'11 febbraio 1952 durante la S. Comunione.

Ricordiamo pure la preghiera eroica del 6 febbraio 1952:

"Gesù ti offro con tutto il cuore e con tutte le forze dell'animo mio il sacrificio di non essere creduta dai Superiori, anzi aiutami a desiderare di essere disprezzata dagli uomini, purché tu sia glorificato e amato.

Rivolgi, o Gesù pietoso, lo sguardo sulla mia povera anima; santificata e rendila vero strumento a tuo compiacimento".

Pierina ebbe anche una visione di Gesù che le chiese l'adorazione notturna dal giovedì al venerdì e la Via Crucis quotidiana per la conversione dei peccatori; era il 27 febbraio 1952, Mercoledì delle Ceneri.

Ricordiamo altre apparizioni di S. Maria Crocifissa per l'importanza che avranno per il seguito degli avvenimenti. In particolare per quanto riguarda l'apparizione della Madonna a Fontanelle; già il 13 maggio 1951 S. Maria Crocifissa predice che la Madonna renderà miracolosa la Fonte e che quel luogo diverrà proprietà dei Padri Conventuali.

Il 15 maggio la Santa indica la data dell'apparizione, cioè dopo due mesi precisi dal giorno in cui Pierina sarebbe stata ricevuta dal Papa col Padre Confessore ed avrebbe portato al Papa il Messaggio. Da ciò si deduce che tutte queste predizioni sono condizionate. In realtà il Padre Confessore non vorrà mai eseguire questo compito e di conseguenza l'apparizione a Fontanelle sarà rimandata di 15 anni.

Così devono essere intese come condizionate le predizioni del 22 maggio 1951:

"Quel luogo verrà di loro proprietà, sorgerà una maestosa chiesa sopra la fonte, alla destra di essa un Convento dei Frati Conventuali, con un educandato di giovani aspiranti: alla sinistra un Ospedale".

Ma Pierina realisticamente osserva che se non avviene un miracolo, il Padre Giustino non muoverà i Superiori e i Confratelli, e non se ne farà niente. La risposta di S. Maria Crocifissa conferma il carattere condizionato della magnifica descrizione:

"La Madonna non ritirerà mai ciò che ha promesso (cioè la venuta alle Fontanelle e la benedizione della Fonte), non sarà concessa la mercede delle grazie agli operai inoperosi e timorosi".

In realtà i Padri Conventuali rinunceranno alla proprietà che nel 1976 passerà all'Istituto di Don Orione.

Per la cronaca ricordiamo che dal 13 maggio al primo giugno 1953 Pierina fu di nuovo a Castelpocognano questa volta con l'amica Lucia; durante questo soggiorno in Toscana poté visitare il santuario francescano della Verna. Soffrì anche di partecipazione mistica ai dolori della passione, con piaghe e lividure che non riuscì a tener nascoste alle amiche devote.

Nel diario da questo punto in avanti non furono più ricordate gravi malattie o infermità. Il 25 aprile 1955 fu pellegrina a Loreto. Altre notizie: nel luglio del 1954 il Padre Confessore incaricava il Padre Ilario Moratti (ancora vivente, 1994) di seguire la messa in iscritto ordinata del diario di Pierina che fino allora si trovava su fogli sparsi. Nel marzo 1960 al Padre Ilario fu affidato il Segreto in busta sigillata.

Notiamo che nonostante le contrarietà subite da Pierina, la causa di "Rosa Mistica" non era perduta e ciò per merito di Mons. Francesco Rossi, che dal luglio 1949 al 1971 fu Parroco Abate di Montichiari, Fu lui che eseguendo il volere della Madonna espresso nel 1947 fece eseguire la statua di "Rosa Mistica"; la fece portare processionalmente per le vie del paese e la collocò per qualche tempo sulle quattro mattonelle nel centro del duomo di Montichiari, dove la Madonna aveva posato i piedi nell'apparizione dell'8 dicembre '47.

In seguito la statua fu trasferita in una cappella laterale. Si legga la lunga testimonianza di Mons. Rossi nella terza parte di questo libro.

Prima che finisse la residenza di Pierina a Brescia presso le Suore del Giglio, incominciò nel 1960 il secondo periodo delle apparizioni della Madonna.


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Fonte: Maria Rosa Mistica Madre della Chiesa. Le apparizioni della Madonna a Fontanelle Montichiari. (Enrico Rodolfo Galbiati) ed. Ares

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