Maria a Medjugorje Messaggio del 24 maggio 1984:Cari figli, ve l'ho già detto che vi ho scelti in modo particolare, così come siete. Io sono la Madonna che vi ama tutti. In ogni istante, quando avete delle difficoltà, non abbiate paura, poiché io vi amo anche quando siete lontani da me e dal mio Figlio. Vi prego, non permette che il mio cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato. Perciò, cari figli, pregate, pregate, pregate! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Uno scienziato russo a Medjugorje racconta la sua storia: Qui si trova la soluzione di tutti i problemi

Sergej Grib, un bell’uomo di mezza età, sposato con due figli, vive a Leningrado, dove ha studiato fisica specializzandosi nello studio dei fenomeni atmosferici e del campo magnetico della terra. Da anni, dopo quella straordinaria esperienza mistica che lo portò alla fede si interessa dei problemi religiosi ed è membro di un’associazione che si occupa appunto di problemi di scienza e fede. Il 25 giugno è stato interrogato da un redattore di Sveta Bastina.






Dal collegio ateo al sogno dell’icona e all’incontro con lo staret che emana luce e gioia

D. Voi siete cristiano ortodosso e studioso. Avete frequentato scuole dove tutto parla contro Dio: come spiegate la vostra fede e la sua crescita?

R. Sì, per me questo è un miracolo. Mio padre è professore, non ha mai pregato alla mia presenza. Mai ha parlato contro la fede ne contro la chiesa, non ha mai schernito nulla, ma nemmeno l’ha raccomandato.
Quando avevo tredici anni mio padre mi mandò in una scuola frequentata solo da quelli che appartenevano alle classi più alte e nei quali si riponeva la speranza che avrebbero portato avanti la nuova società, quella nata dalla rivoluzione del 1918. Per me questo periodo della mia vita fu molto pesante. Non riuscivo ad adattarmici. Assieme con me c’erano dei giovani, c’erano i miei superiori, ma mi erano impossibili. Non esisteva nessun rispetto per nessuna cosa e per nessuno, nessun amore; ho trovato solo egoismo, ero triste.
E così una notte mi fu offerto un sogno, il quale non solo mi ha aiutato a restare credente, ma mi sembra che mi abbia portato alla gioia di un incontro con Dio, che mi fa vivere profondamente alla sua presenza nel mondo.

D. Ci potete dire qualcosa di questo sogno?

R. Certo. In sogno vidi un’icona divina. Era viva o si è fatta viva, non posso dirlo con esattezza. Allora si è sprigionata con forza una luce che è penetrata profondamente nella mia anima. In quell’istante mi sono sentito unito all’icona, unito a Maria. Ero pienamente felice e in una pace profonda. Non so quanto tempo sia durato questo sogno, ma la realtà di quel sogno continua ancora. Da allora sono diventato un altro.
Anche la mia permanenza nel convitto mi fu più facile. La gioia che io provavo nessuno la poteva capire, nemmeno io me la potevo spiegare. Nemmeno i miei genitori non hanno capito nulla. Vedevano soltanto in me un grande cambiamento.

D. Non avete trovato nessuno che scoprisse qualcosa di voi?

R. Sì, fu uno “staret” (maestro spirituale). I miei genitori avevano una piccola proprietà nelle vicinanze di un convento che, fortunatamente durante quel selvaggio accanimento contro la chiesa non era stato ne chiuso ne distrutto. Io sentivo come qualcosa che mi attirava lì e così sono entrato nella chiesa. Ai miei genitori questo non garbava, ma non me l’hanno proibito perché, se non potevano capire la mia gioia, tuttavia si rendevano conto che era profondamente vera.
E in quella chiesa incontrai uno staret. Penso di non aver scambiato con lui nemmeno una parola, ma capivo che mi comprendeva e che non era necessario gli parlassi nè delle mie esperienze ne della mia gioia. A me bastava starmene seduto vicino a lui ed essere felice, meditando l’esperienza di quel sogno.
Da questo religioso emanava qualcosa di indescrivibile, qualcosa che era in sintonia con la mia gioia ed io ero felice. Ho l’impressione che egli mi avesse capito, che io gli a-vessi parlato molte volte e che egli ascoltasse tutto con lo stesso amore.

La scienza mi aiuta a credere Senza Dio non c’è vita

D. Che cosa ne è stato in seguito della vostra fede? Più tardi i vostri studi vi hanno aiutato a comprendere la fede?

R. Devo riconoscere che il sapere mi aiuta a credere, ne mai mi ha fatto mettere in dubbio la mia fede. Sempre mi ha recato meraviglia che dei professori potessero dire che Dio non esiste, tuttavia non ho mai condannato nessuno perché portavo nel mio cuore il segreto del mio sogno e sapevo ciò che esso significasse per me. Sono stato sempre convinto che la scienza senza la fede è perfettamente inutile, ma quando l’uomo crede essa gli è di grande aiuto.

D. Parlando di Dio che cosa ci potete dire?

R. Prima ho ricordato la mia esperienza con quello staret. Guardando nel suo volto sentivo sentivo come se il suo volto fosse il centro di un sole, da cui partivano dei raggi che mi colpivano. Allora ho avuto la certezza che la fede cristiana è la vera fede. Il nostro Dio e il vero Dio. La principale realtà del mondo è Dio. Senza Dio non ce nulla. Io non posso pensare di poter esistere, pensare, lavorare senza Dio. Senza Dio non c’è vita, non c’è nulla. E questo lo ripeto sempre, continuamente. Dio è la prima legge, la prima materia di ogni conoscenza.

Come venni a Medjugorje

Tre anni fa sentii parlare di Medjugorje per la prima volta in casa di un amico, professore di biologia e specializzato in genetica. Assieme vedemmo un film su Medjugorje in lingua francese. Ne seguì tra noi una lunga discussione. L’amico stava allora studiando teologia; preso il diploma, abbraccio lo stato ecclesiastico “allo scopo di aiutare la gente ad avvicinarsi a Dio”. Ora è felice.
Recentemente, recandomi a Vienna, volli incontrare il card. Franz Koenig, ià primate d’Austria. E fu il Cardinale a convincermi di venire a Medjugorje “Ma io sono un cristiano ortodosso” gli obiettai. E lui: “Ti prego, va’ a Medjugorje! La troverai un’occasione unica per vedere e sperimentare fatti molto interessanti”. Ed eccomi qui.

D. Oggi è l’8° anniversario. Qual’è la vostra impressione?

R. Stupenda! Però dovrò ancora molto riflettere su questo. Tuttavia per ora posso dire: Mi sembra che qui si trova la risposta e la soluzione a tutti i quesiti del mondo e della gente. Mi sento un po’ solo perché probabilmente sono l’unico russo che oggi si trova qui. Appena però sarò di ritorno parlerò con tanti miei amici. Andro da Alessio, patriarca di Mosca. Cercherò di scrivere di questo fenomeno. Penso sia facile parlare ai russi della pace. Il nostro popolo desidera la pace, l’anima del nostro popolo anela al divino e lo sa scoprire. Questi eventi sono di grande aiuto a tutti quelli che cercano Dio.

D. Desiderate dire ancora qualcosa?

R. Parlo come uomo e come scienziato. La prima verità della mia vita è che Dio è reale più di ogni altra cosa del mondo. Egli è la fonte di tutto e di tutti. Sono convinto che nessuno può vivere senza di Lui. Nessuno. Per questo non esistono gli atei. Dio ci dà una tale gioia che non si può paragonare a qualsivoglia cosa del mondo.
Per questo desidero invitare tutti i lettori: non lasciatevi legare da nessuna cosa del mondo e non staccatevi mai da Dio! Non cedete alla tentazione dell’alcool, della droga, del sesso, del materialismo. Resistete a queste tentazioni. Conviene. Io esorto tutti a lavorare e a pregare assieme per la pace.

Fonte: Eco di Medjugorje nr.67 - Trad. di Sr. Margherita Makarovi, da Sveta Batina sett.ott.1989

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