Maria a Medjugorje Messaggio del 1 novembre 2004:Cari figli vivete i miei messaggi e praticateli, vi invito ad aprire il cuore allo Spirito santo, pregate in famiglia, pregate, pregate, pregate.

Intervista del 01/04/1984 di Fra Janko Bubalo a Vicka Ivankovic - Parte 2




6 - QUINTO GIORNO (domenica 28 giugno)
Janko: Ecco, stiamo entrando nel quinto giorno delle apparizioni della Madonna. Penso che adesso procederemo meglio e più velocemente.
Vicka: Lo spero anch'io.
Janko: Allora dimmi brevemente come è trascorso quel giorno.
Vicka: Va bene; cercherò di essere breve, altrimenti non si arriverà mai alla fine.
Janko: D'accordo. Allora comincia!
Vicka: Ecco, ricordo che quel giorno era domenica. Abbiamo dormito un po' di più. Ci siamo vestiti a festa e siamo andati a messa.
Janko: Dalla chiesa probabilmente siete tornati a casa.
Vicka: Eh, magari, padre mio!
Janko: E dove siete andati?
Vicka: Dalla chiesa fra Jozo [era il parroco allora] ci ha condotti nella canonica e ci ha minuziosamente interrogati ad uno ad uno. Ne avevamo fin sopra i capelli.
Janko: Che cosa vi ha domandato?
Vicka: Tante cose, proprio tante! Tutto quello che gli è passato per la mente.
Janko: Suppongo riguardo ai vostri incontri con la Madonna.
Vicka: Certo. Solo che non finiva mai di interrogarci. 
Janko: Ha interrogato anche te?
Vicka: E come no! Solo che io sono entrata per ultima e ormai pure lui era stanco.
Janko: Che cosa ti ha chiesto? Ti ricordi di qualcosa?
Vicka: Me ne ricordo, ma lasciamo perdere. Di questo abbiamo già parlato quando narravamo i fatti del quarto giorno. Ci ha chiesto proprio tante cose.
Janko: Bene, Vicka. Facciamo come vuoi tu.
Vicka: Non è come voglio io, ma solo per non ripetere le stesse cose.
Janko: Dunque, finalmente siete arrivati a casa ed avete aspettato il vostro pomeriggio.
Vicka: Faceva tanto caldo e c'era molta folla; tuttavia noi non vedevamo l'ora che arrivasse il momento.
Janko: Naturalmente la folla aumentava sempre di più.
Vicka: Certo. Già a mezzogiorno c'erano tante persone a Podbrdo e tra le nostre case.
Janko: Perché così presto?
Vicka: Ma, non so proprio. Chi pregava, chi indagava per avere notizie. Qualcuno cercava il posto più adatto per osservare. Tanti non sapevano neppure quando saremmo andati noi. La gente è fatta così; chi può capirla?
Janko: Secondo te, quanta gente c'era complessivamente?
Vicka: Come faccio a saperlo, padre mio! Noi non potevamo nemmeno vederla, sparsa com'era tutta quanta per il monte. Si diceva che si trattasse di almeno 15 mila persone. Quando noi salimmo lassù, abbiamo fatto fatica a passare.
Janko: Chi noi?
Vicka: Noi veggenti. E se i nostri uomini non ci avessero fatto strada, non saremmo neppure arrivati.
Janko: E voi siete partiti alla solita ora?
Vicka: Sì, verso le cinque e mezzo.
Janko: Chi di voi è andato?
Vicka: Noi sei.
Janki: Quali sei?
Vicka: Noi sei che vedevamo la Madonna.
Janko: Va bene. Ma mi viene in mente qualcos'altro.
Vicka: Che cosa sarà, Dio mio?
Janko: Niente di speciale. Mi viene in mente di chiederti se la piccola Milka e Ivan del defunto Jozo erano ritornati qualche volta con voi alle apparizioni.
Vicka: Sì, sì; come no? Sono venuti più volte, ma loro non hanno più visto la Madonna.
Janko: E perché mai?
Vicka: Non saprei. So soltanto che chi non c'era il secondo giorno, non l'ha più vista.
Janko: Si tratta del 25 giugno?
Vicka: Si. Chi non c'era quel giorno e non ha visto allora la Madonna, non l'ha vista più in seguito.
Janko: Quindi proprio quel giorno la Madonna ha scelto voi sei come suoi veggenti?
Vicka: Mi sembra di si.
Janko: Va bene. Voi siete arrivati a Podbrdo; e poi cosa è successo?
Vicka: Gli uomini ci hanno fatto un po' di spazio e abbiamo incominciato a pregare insieme alla gente.
Janko: E la Madonna non è venuta?
Vicka: Ma come non è venuta! È venuta presto.
Janko: E poi?
Vicka: Abbiamo continuato a pregare e a cantare. Le abbiamo domandato alcune cose.
Janko: Cosa le avete domandato?
Vicka: Chi si può ricordare adesso di tutto? Ricordo però che le abbiamo domandato che cosa desiderava da tutta quella gente.
Janko: E lei?
Vicka: Ha detto: «Che la gente preghi e creda fermamente».
Janko: Ha detto qualche altra cosa?
Vicka: Le abbiamo chiesto di nuovo che cosa desiderava dai nostri sacerdoti.
Janko: E lei?
Vicka: Ci ha detto che i sacerdoti devono credere fermamente e aiutare noi fedeli.
Janko:È finita così?
Vicka: Non proprio. Abbiamo chiesto tante cose, ma chi può ricordarle tutte. La Madonna più volte è venuta e se ne è andata.
Janko: Dimmi almeno qualcos'altro.
Vicka: Abbiamo chiesto anche questo: perché non appariva in chiesa in modo che tutti la potessero vedere
Janko: E la Madonna?
Vicka: Ha risposto: «Beati coloro che senza aver visto credono».
Janko: Ricordi ancora qualcosa?
Vicka: Le abbiamo chiesto anche questo: se verrà ancora.
Janko: E lei?
Vicka: Ci ha risposto di si; ancora nello stesso posto... Ah, sì: le abbiamo chiesto se le piaceva di più che pregassimo o che cantassimo. Lei ha risposto: tutte e due le cose
Janko: Vedi che ti ricordi tante cose. Coraggio, di' ancora qualcosa.
Vicka: Io, davanti a tutto il popolo, ancora una volta le ho domandato: «Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui riunita?».
Janko: E la Madonna?
Vicka: Niente; è sparita. Non ci ha nemmeno salutato. Questo era per noi il segno che sarebbe ritornata.
Janko: E allora?
Vicka: Di nuovo ci siamo messi a pregare e lei è tornata.
Janko: Forse non avete osato chiederle altro?
Vicka: Ma come no! Io ho chiesto ancora per tre volte: «Madonna mia, che cosa desideri da questa gente?».
Janko: E la Madonna è fuggita un'altra volta, come quando glielo hai chiesto la prima volta?
Vicka: No, non hai indovinato! Questa volta lei ha detto ancora più chiaramente che la gente che non la vede deve credere ugualmente, come noi sei che la vediamo... Ah, un'altra cosa. Io ho domandato ancora che ci lasci un segno, per poter convincere la gente che non siamo bugiardi, che non diciamo frottole e che non scherziamo con la Madonna.
Janko: E lei?
Vicka: Di nuovo non ci ha risposto ed è partita.
Janko: E allora anche voi sarete andati a casa.
Vicka: E dove, altrimenti?
Janko: A casa, posso immaginare: confusione, corse, urla. È sempre così. Se ora non sei troppo stanca, saresti disposta ad ascoltare una parte della registrazione, presa dal vivo, durante quell'apparizione? Così ti ricorderesti meglio come è andata.
Vicka: Come no? Ma dove l'hai presa?
Janko: Questo adesso non è importante; piuttosto sentiamo. La registrazione non è proprio ben riuscita; sai come doveva essere difficile registrare in mezzo a quei cespugli. Ma fa lo stesso. Ecco, ascolta [Riportiamo la parte più importante presa dalla registrazione)… Il vento soffia, i cespugli si muovono. Ecco, i sei ragazzi si alzano. Pregano:         Ave Maria... Madonna mia, che cosa desideri da noi? [La voce che si sente in tutte le domande è sempre quella di Vicka] Madonna mia, cosa desideri dai nostri sacerdoti? [questa domanda è ripetuta tre volte]. Ha risposto: devono credere fermamente - Madonna mia, perché non appari in chiesa, così tutti ti potrebbero vedere? - Beati coloro che senza aver visto credono - Madonna mia, verrai ancora? Sì, allo stesso posto - Madonna mia, preferisci che cantiamo o che preghiamo? Dice: Tutt'e due le cose - Madonna mia, cosa desideri da questa gente qui raccolta? - Se ne è andata!... Pregheremo ancora... Non ci ha detto niente - Vicka si fa il segno di croce e prega, tutti pregano: Padre, Ave, Gloria, per due volte. La Madonna ritorna ancora e i veggenti, ad una voce: Eccola! - Si canta: O Maria, o Maria; e ancora altri canti - Ci dice che siamo suoi angeli. Cari angeli, ci dice così - Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui? [Per tre volte] - Ha risposto: che questa gente che non la vede creda come noi, noi sei che la vediamo - Madonna mia, ci lasci qualche segno qui in terra, per convincere questa gente che noi non siamo bugiardi, che non diciamo bugie e che non scherziamo con te? - La Madonna scompare. Verrà ancora? Sì - Non si passa... La strada è piena di macchine fino al negozio di Beljina... Tutto pieno». [La voce di chi ha registrato è di Gregorio Kozina].
Vicka: Vedi, padre mio, come è accaduto! Nessuno sa come ci sentivamo noi! Ma noi eravamo come in paradiso.
Janko: Anch'io mi sentirei così, se avessi potuto parlare con la Madonna. Invece chissà quando ci andrò. Ma, grazie a Dio, spero di andarci.
Vicka: Certo che bisogna ringraziare Iddio. L'importante è sperare. Tutto passerà presto.
Janko: Vicka, prega qualche volta che ciò avvenga quanto prima.
Vicka: Sì, sì. Ma non bisogna avere fretta. È interessante anche qui, sulla terra... 

  7 - SESTO GIORNO (lunedì 29 giugno)

Janko: Vicka, sono contento di vederti così paziente. Non me l'aspettavo.
Vicka: E che cosa pensavi, tu, che io non sapessi parlare seriamente?
Janko: Non proprio così, ma... Lasciamo da parte questo, e seguitiamo il nostro dialogo.
Vicka: D'accordo. Però tu non devi cercare di indagare troppo, come se io mi confessassi.
Janko: Proprio così, invece! Qui devi essere sincera come quando ti confessi.
Vicka: Va bene. Attacca, incomincia pure.
Janko: Cerca ora di ricordarti che quel giorno era la festa di S. Pietro.
Vicka: Lo so. Non lo dimenticherò mai.
Janko: Perché mi dici questo?
Vicka: Potrei dilungarmi, ma non me lo devi permettere.
Janko: Su, Vicka, incomincia, per non perdere tempo.
Vicka: È andata così. Poiché era festa, si è dormito un po' più a lungo. Ci siamo alzati, abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo preparati per andare in chiesa.
Janko: Va bene. Vi siete incamminati per andare in chiesa. E poi?
Vicka: Ma invece, niente chiesa! Improvvisamente davanti alle nostre case apparvero due macchine: l'autoambulanza di Ciitluk e un'altra macchina.
Janko: Che cosa è successo?
Vicka: Rammarico e tristezza, padre mio. Aprono la macchina e ci dicono: «Accomodatevi».
Janko: A chi lo dicono?
Vicka: Beh, a noi veggenti.
Janko: E voi?
Vicka: Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L'ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta.
Janko: Tutti e sei nell'autoambulanza?
Vicka: Sì. Nell'altra macchina hanno caricato i nostri familiari, che ci hanno accompagnati. E siamo partiti.
Janko: Chi vi ha accompagnato?
Vicka: I nostri genitori o qualche altro dei familiari. Ci ha accompagnati anche il direttore dell'ambulatorio di Ciitluk.
Janko: Te, chi ti ha accompagnato?
Vicka: Mia madre; e chi altri? Papà a quel tempo era in Germania.
Janko: Vi hanno detto dove vi avrebbero portati?
Vicka: Ci hanno detto: dai medici a Mostar.
Janko: E ci siete andati?
Vicka: Ci siamo andati; che cosa potevamo fare di diverso? Ci hanno portati in un certo istituto psichiatrico; fino allora non ne avevo neppure sentito parlare. Quando siamo arrivati ci dissero: «Uscite!» E cominciarono le visite. [Era l'ospedale «Safet Mujic» di Mostar].
Janko: Ma il foglio medico per la visita chi ve l'ha fornito?
Vicka: Macché foglio medico!
Janko: Chi hanno chiamato per primo?
Vicka: Ci hanno spinti insieme in una stanza.
Janko: E chi faceva la visita
Vicka: Una dottoressa [dott. Mulija Dzudza].
Janko: Vi ha visitati uno per volta o tutti insieme?
Vicka: Tutti insieme. Non si può dire che si sia trattato di una vera visita. La dottoressa un po' ci interrogava e un po' ci prendeva in giro. Era una vera commedia.
Janko: Quale commedia?
Vicka: Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io. Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Ma! Chi si ricorda di tutto? Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre.
Janko: Qualcuno ha raccontato che vi hanno condotti in una camera mortuaria.
Vicka: Si, è vero. Volevano spaventarci ad ogni costo.
Janko: Sono riusciti, ad esempio, a spaventare te, in qualche modo?
Vicka: Niente affatto.
Janko: Proprio per niente?
Vicka: Beh, te l'ho detto: assolutamente no. Cosa mi potevano fare? C'è sempre qualcuno che muore; è normale. Io pensavo soltanto a risalire quanto prima in macchina per rientrare a casa.
 Janko: E i vostri autisti?
Vicka: Che potevano farci, poveri uomini? Anche a loro sembrava stupido tutto questo; ma che potevano farci?
Janko: E il direttore, che vi accompagnava, come si è comportato?
Vicka: Bene; gentilmente. Che cosa poteva fare, pover'uomo?
Janko: Vi ha accompagnati anche al ritorno?
Vicka: Sì, sì. L'ha fatto.
Janko: E così vi hanno riportato a casa?
Vicka: Circa alle due del pomeriggio.
Janko: Ma non mi hai ancora riferito che cosa ha detto di voi la dottoressa alla fine.
Vicka: Ha detto: È matto chi ci ha portato lì; e che noi siamo dei ragazzi completamente sani. Che altro poteva dire?
Janko: Beh, è stata comunque onesta.
Vicka: Certo. Ma lasciamo finalmente questo episodio.
Janko: D'accordo, Vicka. Siete tornati a casa, avete riposato un po' e poi?
Vicka: Non si poteva riposare. La gente si è precipitata intorno a noi. Non ci si poteva nemmeno girare; tutti volevano sapere, e noi non parlavamo volentieri. Aspettavamo solo che giungesse la nostra ora e la nostra Madonna.
Janko:È un po' strano: caldo, stanchezza, tante pressioni e voi, malgrado tutto, pensavate alla vostra Madonna?
Vicka: E a chi, altrimenti? Niente ci poteva fermare.
Janko: C'era molta gente a Podbrdo?
Vicka: Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l'altro. Non c'era il posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva... Qualcosa di inverosimile!
Janko: Poveri voi! Come siete riusciti ad arrivare lassù?
Vicka: Con grande fatica. Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l'avremmo mai fatta.
Janko: Bene. In qualche modo siete riusciti ad arrivare su. E poi?
Vicka: Ci siamo inginocchiati e abbiamo incominciato a pregare.
Janko: E la Madonna? 
Vicka: È venuta quasi subito.
Janko: E allora?
Vicka: Tutti insieme [con lei] abbiamo incominciato a pregare, a cantare, a chiedere qualcosa alla Madonna e così via.
Janko: Ti ricordi di qualcosa che le avete domandato?
Vicka: Sì, mi ricordo. Abbiamo domandato anche questo: «Madonna cara, sei contenta che tutta questa gente oggi sia qui?».
Janko: E la Madonna?
Vicka: Sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac.
Janko: E poi?
Vicka: Mi ricordo molto bene che le abbiamo domandato: «Madonna mia, fino a quando rimarrai con noi?».
Janko: E lei?
Vicka: Lei ha detto: «Quanto volete voi, angeli miei!». Pensa: «quanto volete»! Ma per sempre! Ma questo non osavamo dirlo. Padre mio, nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque.
Janko: E così per quel pomeriggio è finita?
Vicka: Macché! Appena allora ci siamo sentiti incoraggiati a interrogarla.
 Janko: E che altro le avete chiesto?
Vicka: Abbiamo chiesto di nuovo che cosa desiderava da quella gente, affamata e assetata, che soffriva e sudava tra quei cespugli spinosi.
Janko: Vicka, ti credo. La Madonna vi ha risposto qualcosa? 
Vicka: Sì, come no? Diceva che vi è un Dio solo e un'unica fede. Che la gente creda fermamente e che non abbia paura di niente.
Janko: Ha detto ancora qualcosa?
Vicka: Abbiamo chiesto una cosa che riguardava noi. Volevamo sapere se saremmo riusciti a sopportare tutto, poiché molti ci perseguitavano perché affermavamo di vederla.
Janko: E la Madonna?
Vicka: Lei ha detto due, tre volte: «Sì che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura: voi sopporterete tutto». Solo dobbiamo credere e fidarci di lei.
Janko: C'è stato qualcos'altro ancora?
Vicka: In quella occasione, per la prima volta, abbiamo domandato e pregato per un ammalato.
Janko: Ti potresti ricordare chi era?
Vicka: Sì; come no? Non lo scorderò mai. Un bambino; il padre lo teneva in braccio. Il piccolo sembrava mezzo morto; teneva appoggiata la testa sulla spalla sinistra del padre. Veramente appariva in uno stato penoso.
Janko: E allora?
Vicka: Il padre supplicava e pregava la Madonna perché lo guarisse. Ha chiesto pure a noi di pregare e raccomandare alla Madonna il piccolo.
Janko: Che cosa dovevate chiedere?
Vicka: Se il piccolo sarebbe guarito.
Janko: E voi?
Vicka: L'abbiamo chiesto; l'ho chiesto proprio io.
Janko: E la Madonna, non ha detto niente?
Vicka: Ma perché precipiti le cose? Come niente! Ha guardato il piccolo con molta tenerezza e ha detto che i genitori preghino molto e credano con fermezza.
Janko: Ho sentito che uno di voi ha affermato che il piccolo guarirà sicuramente.
Vicka: Lo so. Io penso che l'abbia detto il piccolo Jakov. Solo che lui, in mezzo a quella confusione, ha dimenticato di dire che i genitori devono pregare molto, digiunare e credere fermamente.
Janko: Bene. E che cosa è successo poi con il piccolo?
Vicka: So soltanto questo: i suoi genitori ci ringraziavano e dopo ho visto pure il piccolo: giocava intorno a noi, mentre prima non si reggeva nemmeno in piedi. Più di questo non saprei.
Janko: Bene, Vicka, ma noi non abbiamo detto ancora chi è questo piccolo.
Vicka: Non è che io ricordi tutte le cose, ma questa sì; forse perché era un caso particolare. Il piccolo si chiamava Danijel Setka, da Podgorje.
Janko: E la giornata è finita con questo?
Vicka: Non so perché questa volta hai così fretta, mentre di solito ti piace sentir parlare tanto.
Janko: Non ho fretta, ma è solo che penso di essere stato già abbastanza noioso. Su, racconta ancora qualcosa, se c'è.
Vicka: Quella volta è accaduto un fatto interessante riguardo ad una dottoressa. [dott. ,Darinka Glamuzina].
Janko: Che è mai questo?
Vicka: Quel giorno a Podbrdo si trovava anche una dottoressa.
Janko: E cosa è accaduto?
Vicka: Essa desiderava «toccare» la Madonna. Noi lo abbiamo domandato alla Madonna e lei ha risposto: «Ci sono sempre stati dei Giuda increduli, ma lo può fare. Che si avvicini». La dottoressa si è avvicinata e ha toccato la Madonna.
Janko: Come faceva a toccare la Madonna se non la vedeva?
Vicka: Gliel'ho indicata io.
Janko: Ha toccato davvero la Madonna?
Vicka: Sì, davvero.
Janko: E dove l'ha toccata?
Vicka: Sulla spalla destra; lì era più facile.
Janko: E la dottoressa allora?
Vicka: Cosa poteva fare! Si è allontanata e chissà cosa pensava dentro di sé.
Janko: Ha detto qualcosa?
Vicka: Davanti alla gente non ha detto niente. Dopo è passata a casa nostra e ha detto davanti a tutti che, quando ha toccato la Madonna, ha sentito come dei brividi attraverso il braccio. Non ha detto niente altro.
Janko: In seguito, ha partecipato ancora alle apparizioni?
Vicka: Non l'ho più vista. Lo sai come la pensano quelli che sono al servizio del regime... Sei intelligente e lo capisci da solo.
Janko: Vicka, questo fatto è veramente interessante. Ne avevo sentito dire qualcosa, ma adesso lo so con precisione.
Vicka: Sì, qualcosa me lo ricordo anch'io, se mi concentro.
Janko:È vero. Ti ringrazio.

   8 - SETTIMO GIORNO (martedì 30 giugno)

Janko: Vicka, già sappiamo in sostanza che il 30 giugno non siete stati a Podbrdo, all'incontro con la Madonna.
Vicka:No, no. Non ci siamo stati.
Janko: E come mai è successo così?
Vicka: Ci hanno ingannati, ci hanno portati a fare una passeggiata. Siamo tornati tardi; perciò non siamo andati.
Janko: Chi vi ha ingannati?
Vicka: Sono venute a prenderci due ragazze verso le due del pomeriggio. Ci hanno proposto di fare un giro in macchina. Pensando che non ci fosse niente di male, ci siamo preparati e siamo partiti.
Janko: Chi è venuto esattamente?
Vicka: Beh, loro due e cinque di noi veggenti. Tutti, eccetto Ivan.
Janko: Lui perché non è venuto?
Vicka: Non l'abbiamo invitato con tanta insistenza, e neppure lui aveva tanta voglia di venire.
Janko: Le due ragazze vi hanno detto dove sareste andati?
Vicka: No, no. Ci hanno detto soltanto che andavamo a passeggio e basta.
Janko: Dove vi hanno portato?
Vicka: Prima di tutto a Ciitluk. Loro si sono fermate un po' nella sede del comune e poi siamo ripartiti.
Janko: Per dove?
Vicka: Prima a Zitomislic e poi a Pocitelj. Abbiamo visitato in fretta Pocitl
Janko: e dopo siamo andati a Capljina. Lì ci hanno offerto succhi di frutta e dolci. Dopo di che siamo ripartiti.
Janko: Per dove?
Vicka: Prima a Kravica e poi a Ljubuski e infine a casa.
Janko: A che ora siete arrivati a casa?
Vicka: Non saprei dire esattamente; credo dopo le nove di sera.
Janko: E perché così tardi?
Vicka: Perché? È una storia lunga.
Janko: Su, racconta. Lo sai che a me interessano questi dettagli.
Vicka: Ormai lo sanno tutti; ma se vuoi, ti accontento.
Janko: Forza, racconta.
Vicka: Va bene. Già durante il viaggio noi avevamo capito che quelle due ci avevano ingannato. Istigate da qualcuno, ci hanno portato a spasso perché noi non potessimo andare sul Podbrdo dalla Madonna. Però noi, lungo la strada, attraversando Cerno, abbiamo chiesto che si fermassero, perché volevamo pregare la Madonna.
Janko: All'incirca a che ora?
Vicka: Erano circa le sei del pomeriggio, quando noi di solito ci incontriamo con la Madonna.
Janko: Avevate detto loro che avreste pregato?
Vicka: Non mi ricordo esattamente, ma loro sicuramente lo hanno immaginato.
Janko: E allora?
Vicka: Non volevano acconsentire. Facevano finta di non capire. Solo quando noi abbiamo detto che, se non si fermavano, ci saremmo buttati fuori dalla macchina, si sono fermate. Siamo usciti, ci siamo allontanati un po' dalla strada. Abbiamo incominciato a pregare, la Madonna ci è apparsa.
Janko: Davvero?
Vicka: Ma certamente!
Janko: Allora cosa è successo?
Vicka: Pregavamo e cantavamo insieme a lei, come al solito.
Janko: E intanto quelle due cosa facevano?
Vicka: Chi lo sa? Dio solo sa cosa pensavano dentro di sé. Affari loro. A noi hanno detto che pure loro hanno visto qualcosa: una certa luce, una nuvoletta luminosa, chissà.
Janko: La Madonna vi ha rimproverato perché avete agito così?
Vicka: No. Non era proprio contenta, ma ha cantato con noi.
Janko: Qualcuno mi ha raccontato una volta che la Madonna vi ha domandato di Ivan, dov'era.
Vicka: Sì, sì. Ci ha chiesto: «Dov'è quel ragazzo?».
Janko: E voi?
Vicka: Che potevamo dire? Lo sapeva la Madonna dov'era.
Janko: Quindi Ivan quel giorno non ha visto la Madonna?
Vicka: Come no! Poiché noi non c'eravamo, lui poveretto non si è azzardato ad andare da solo sul Podbrdo. Però verso le sei del pomeriggio, è uscito di casa ed è salito un po' in alto sulla collina. Ha incominciato a pregare e la Madonna gli è apparsa. Ha parlato un po' con lui, l'ha salutato e se n'è andata via.
Janko: Va bene. Dove esattamente la Madonna è apparsa a voi cinque?
Vicka: Un po' prima dell'osteria di Kuso; cento, duecento metri prima.
Janko: A destra o a sinistra della strada, venendo da Ljubuski?
Vicka: A destra. Dove c'è un viottolo che parte dalla strada. Questo viottolo, come ho sentito dire, si chiama Bandurica.
Janko: Bene. Quando, come dici, vi è apparsa la Madonna, si è trovata improvvisamente davanti a voi?
Vicka: No, non è apparsa improvvisamente. Noi da quel luogo vedevamo il Podbrdo e la gente che vi si era radunata. Quando abbiamo iniziato a pregare, sopra la gente è apparsa un nube luminosa. Però subito ci si è accorti che si trattava della Madonna; noi l'abbiamo vista subito chiaramente. Si librava nell'aria; i suoi vestiti ondeggiavano. Veniva verso di noi. Era una cosa meravigliosa; non si può descriverla.
Janko: E quando se n'è andata, è sparita tutto ad un tratto?
Vicka: Ha fatto la stessa cosa, come quando è venuta. Dopo aver recitato insieme a noi sette Padre nostro, dopo aver cantato e dopo aver conversato, essa ci ha salutato ed è andata via.
Janko: Quale direzione ha preso?
Vicka: Beh, la stessa da dove era venuta. Ancora una volta si è librata in aria lentamente verso Podbrdo; è scesa sopra la gente che aspettava lassù e poi è scomparsa. Ci è dispiaciuto proprio tanto per la gente; ma che cosa potevamo fare?
Janko: E le vostre due «guide», in seguito, non hanno detto niente di questo?
Vicka: Te l'ho già detto. So inoltre che per loro è stata una cosa imbarazzante, tanto che subito dopo se la sono squagliata. Una è andata a Sarajevo e l'altra nella Germania Federale. Per tanto tempo non sono tornate da queste parti.
Janko: Va bene. La Madonna se n'è andata e voi cosa avete fatto?
Vicka: Cosa potevamo fare! Siamo tornati in macchina.
Janko: E vi sarete diretti a casa; altrimenti dove?
Vicka: No, no. Macché a casa! Ci siamo fermati tutti in canonica.
Janko: Che cosa cercavate lì?
Vicka: Ma, eravamo disperati! Tantissima gente si era raccolta sul Podbrdo; aspettavano noi e la Madonna. E invece niente: né noi né la Madonna. Povera gente! Aspetta, aspetta, e niente. Si dicevano tante cose: che eravamo fuggiti, che ci avevano portato in carcere... Si dicevano proprio tante e tante cose; sai com'è la gente!
Janko: Ho capito. E voi cosa avete fatto in canonica?
Vicka: Ci siamo nascosti dalla gente. La gente proprio allora tornava dal Podbrdo, quando noi eravamo arrivati davanti alla chiesa. Che cosa potevamo fare? Dove dovevamo andare? Ci siamo rifugiati nella canonica.
Janko: E poi?
Vicka: Così fra Jozo ha saputo che noi non eravamo andati sul Podbrdo, ma eravamo andati a questa misera passeggiata. Allora si è messo a interrogarci; prima ad uno ad uno e poi tutti insieme. Non si arrivava mai alla fine.
Janko: Bene. Dimmi qualcosa di quello che vi ha detto.
Vicka: Ma, ci rimproverava dicendo come avevamo potuto fare una cosa del genere; cosa rispondere adesso alla gente; se là ci era apparsa la Madonna; che cosa ci ha detto; e così via. Chi si può ricordare tutte le domande che ci ha fatte?
Janko: Fra Jozo vi ha proposto o vi ha consigliato qualcosa?
Vicka: Tutti ci sforzavamo di trovare una soluzione. Chi proponeva una cosa, chi un'altra; ma nessuno trovava una via d'uscita soddisfacente.
Janko: E come è finita?
Vicka: Verso le nove di sera, ci siamo ritirati a casa; è finita così.
Janko: E che cosa dissero i vostri a casa?
Vicka: Anche loro stavano in pena. Pensavano che avessimo avuto un incidente lungo la strada o che ci avessero messi in carcere. Pensavano tante cose.
Janko: Bene, Vicka. Tu mi hai già raccontato queste cose almeno due volte, e me le hanno raccontate anche gli altri; perciò non ho motivo di non crederci. Invece c'è un'altra cosa che mi preoccupa.
Vicka: Ma cosa ti preoccupa? Parla, non aver paura. Vedi che io non ne ho.
Janko: Mi trovo nell'imbarazzo, ma lo devo fare. Ultimamente ho riascoltato alcune cassette registrate, e ho risentito il vostro dialogo con fra Jozo. Ho notato una vostra affermazione, che non va del tutto d'accordo con quello che mi hai raccontato ora.
Vicka: Di che si tratta?
Janko: Ecco di che si tratta. Tu mi hai detto adesso, e me lo avevi affermato sempre, che quelle due ragazze vi hanno ingannato quando vi hanno portato a passeggio.
Vicka: Beh, è vero. Noi l'abbiamo capito presto; ma cosa ci potevamo fare? Ormai era fatta.
Janko: Va bene questo. Ma una di voi, in quel colloquio con fra Jozo, ha detto che voi siete andati a passeggio quasi per vedere se la Madonna vi sarebbe apparsa anche in un altro posto. Mi sembra che anche tu in qualche modo lo abbia confermato. E come mai? Come vi siete azzardati di mettere alla prova la Madonna? È forse lei che deve venire dietro a voi, o non piuttosto voi che dovete andare dietro a lei?
Vicka: Fra Janko, io di tutto questo non mi ricordo; ma se sul nastro sta inciso così, vuoi dire che qualcosa di simile ci è scappato. Però ci dovete capire! Tutto questo è accaduto il giorno seguente a quel brutto incontro con lo psichiatra e gli altri fatti di quel giorno. Noi desideravamo davvero uscire da qualche parte per distenderci un po'; ma non pensavamo minimamente che non saremmo potuti tornare in tempo. Ora sai come sono andate le cose.
Janko: Va bene, ma non capisco perché dovevate dire di aver voluto mettere alla prova la Madonna.
Vicka: Beh, io adesso non so proprio che cosa avrò detto allora. Però bisogna capire pure noi; siamo ragazzi, non angeli. Lo sai che nessuno dice sempre tutto quello che pensa. Ognuno ritiene giusto che qualche volta ci si possa anche cavare d'impaccio..., che non si deve sempre dire tutto. Questa convinzione ci ha frastornato un po'; ci devi capire. Non era facile per noi destreggiarci con quelle due.
Janko: Con quali due?
Vicka: Ma con quelle due ragazze! Non era facile dire loro in faccia che ci avevano ingannato; e così noi abbiamo detto quello che ci è venuto in mente.
Janko: Praticamente, avete detto cose non vere!
Vicka: Va bene, forse è così. Non mi sembra poi una cosa tanto grave. Abbiamo pensato che non ci fosse niente di male.
Janko: La Madonna vi ha rimproverato per questo?
Vicka: Macché! La Madonna è più buona degli uomini. Lei ci capisce.
Janko: Va bene. Però in quell'occasione c'è stato qualcun altro di voi che ha riferito un'altra cosa inesatta.
Vicka: Fosse una sola! Di che si tratta?
Janko: Uno di voi ha detto che a Cerno la Madonna ha affermato che non vi sarebbe più apparsa, se non per altri tre giorni.
Vicka: Questo veramente non lo so; proprio non me ne ricordo. Sicuramente, se qualcuno ha detto questo, è stato solo per essere lasciati in pace. Fra Jozo, quella volta, ci ha veramente torchiati da tutte le parti: chiedeva questo, chiedeva quell'altro... E poi di nuovo ritornava sulle stesse cose. Roba da bloccare il cervello!
Janko: E che cosa vi ha domandato?
Vicka: Tante cose. Un'infinità di cose, e basta. Di questo ti ho già parlato; centinaia di domande: se la Madonna potrebbe apparire in chiesa, fare questo, fare quello... Mi sento male quando mi ricordo di quell'interrogatorio. Tutti noi eravamo già angosciati, perché ci eravamo lasciati ingannare, perché avevamo completamente abbandonato la gente a se stessa. Cercavamo solo di tornare a casa senza essere visti. E lui non ci mollava... E probabile che qualcuno abbia anche detto: Ma lasciaci in pace, che la Madonna ci apparirà soltanto per altri tre giorni! Forse qualcuno l'ha buttata là questa frase, senza pensarci. Come se per noi quella situazione fosse stata facile! Era invece terribile. Perciò, ripeto: può darsi che qualcuno l'abbia detto.
Janko: Ti capisco, ma n'è venuta fuori un'espressione infelice.
Vicka: Beh, è vero. Ma noi eravamo in condizioni terribili. Speriamo di non andare per questo all'inferno...
Janko: Va bene. Così, siete arrivati finalmente alle vostre case?
Vicka: E dove, altrimenti? Però dopo le nove.
Janko: Allora vi sarete tranquillizzati.
Vicka: Anche là si è sofferto; i nostri erano molto preoccupati per noi. Questo te l'ho già detto. Dopo che abbiamo raccontato tutto, si era fatto molto tardi.
Janko: Come vedo, questa passeggiata non vi ha giovato proprio!
Vicka: No davvero; hai potuto rendertene conto bene.
Janko: Immagino che, dopo tutto questo, sarete andati a dormire con sollievo.
Vicka: Eh, fosse così, caro padre!
Janko: Ma cosa è successo ancora?
Vicka: Proprio mentre ci preparavamo per andare a dormire, qualcuno è venuto e ci ha riferito che avevano portato via il nostro Marinko [Lo abbiamo già incontrato fin dalle prime apparizioni. È un cugino di Vicka].
Janko: Dove l'avevano portato?
Vicka: Alla stazione della polizia di Ciitluk.
Janko: Ma non è stato niente di grave!
Vicka: Per te forse no: ma noi eravamo disperati. È un uomo onesto e giusto, eppure lo hanno portato via. Sapevamo che ne eravamo noi la causa. E dire che lui, come ripete mia nonna, è uno di quelli che non farebbero male ad una mosca.
Janko: E allora?
Vicka: Allora ci siamo preparati e siamo andati a Ciitluk a cercarlo.
Janko:È stato difficile trovano?
Vicka: Non siamo neppure riusciti a parlargli. Però ci siamo sfogati con il capo della polizia e con gli altri che stavano lì. Perché torturano un uomo giusto e retto? Gliene abbiamo cantate tante! Che mettano in prigione noi, se è necessario, ma che lui lo lascino in pace. Gliene abbiamo dette proprio tante.
Janko: E loro?
Vicka: Anche loro ce ne hanno dette tante. Hanno approfittato proprio del momento, perché quando siamo entrati, tutti hanno esclamato: Siete venuti giusto a proposito! E si sono scagliati su di noi. Ci insultavano bestemmiando; ci minacciavano di questo e di quello. Non mi va adesso né di pensare né di raccontare. Lasciamo perdere.
Janko: Va bene, Vicka. E voi allora, siete tornati a casa finalmente?
Vicka: Certo. Siamo arrivati che erano circa le due dopo mezzanotte.
Janko: A piedi?
Vicka: No, no; con la macchina. Con uno dei nostri, che ci aveva accompagnato.
Janko: E Marinko?
Vicka: Lui è arrivato la mattina dopo.
Janko: Allora vi sarete tranquillizzati. Vedi che non dovevate neppure agitarvi tanto.
Vicka: Diciamo di no.

   9 - OTTAVO GIORNO (mercoledì 1° luglio)
Janko:Vicka, noi ci siamo già quasi stancati nel nostro colloquio, eppure siamo appena all'ottavo giorno da quell'avvenimento ad ogni modo straordinario, successo sulla vostra collina del Podbrdo, il 24 giugno 1981. Non so, ma penso che da questo giorno abbiate incominciato a sentirvi molto meglio.
Vicka: Un po' sì. Però abbiamo ancora incontrato abbastanza difficoltà e disagi.
Janko: Ti ricordi di qualcosa in particolare?
Vicka: Sì, mi ricordo di questo: proprio in quel giorno hanno convocato noi e i nostri genitori nella scuola.
Janko: Chi vi ha convocati?
Vicka: Lo sai bene chi! Quelli della polizia. Chi altri poteva essere?
Janko: Che cosa volevano dai vostri genitori?
Vicka: Lo sai bene: la stessa cosa che volevano anche da noi. Cercavano di spaventarli e di convincerli a proibirci di andare sul Podbrdo. Dicevano che noi sobilliamo il popolo e che, continuando così, nessuna scuola ci avrebbe più accettato. E cento cose ancora. Beh, lo sai che le hanno provate tutte per impedirci di andare.
Janko: E voi?
Vicka: Noi ragazzi non siamo andati per niente a questa convocazione. Sai che già avevamo perso tempo con loro la sera prima, fino a dopo mezzanotte.
Janko: E i vostri genitori, come si sono comportati?
Vicka: Bene; ci hanno difeso per quanto potevano e per quanto sapevano. Eppure sai che non era cosa facile.
Janko: Dopo, hanno forse cercato i vostri genitori di convincervi che la soluzione migliore sarebbe stata quella di lasciar perdere tutto?
Vicka: Macché! Loro non avevano paura di niente. Come noi, proprio: la Madonna aiutava anche loro.
Janko: E così siete arrivati al pomeriggio e al momento di andare sul Podbrdo?
Vicka: Magari, padre mio!
Janko: Che cosa è successo?
Vicka: Poco prima, sono venuti due del comune. Si sono seduti da noi. E quando giunse l'ora di andare sul Podbrdo, ci hanno costretti a salire in macchina e ci hanno portati via.
Janko: E dove?
Vicka: Ma, ci hanno portati via solo perché non potessimo andare sul Podbrdo.
Janko: Chi hanno portato via di preciso?
Vicka: Me, Ivanka e Maria. Avevano trascinato in macchina anche il piccolo Iakov, ma sua madre, alla partenza, è riuscita a tirarlo fuori.
Janko: E Ivan e Mirjana?
Vicka: Loro due in quel momento non erano lì.
Janko: Quei due del comune, sono venuti proprio per voi?
Vicka: Sì, è chiaro. Non ce l'hanno detto subito, ma si capiva.
Janko: E che cosa vi hanno detto realmente?
Vicka: Ci hanno detto che andavamo ad un certo interrogatorio e a prendere qualcosa da bere. Ci hanno detto tante altre cose, finché non ci hanno ingannato. Sapevano quello che facevano.
Janko: Voi vi siete rifiutate di andare con loro?
Vicka: Certo! Però non è servito a nulla. Ci hanno ingannato, dicendoci che ci avrebbero portate in chiesa. E che poteva venire liberamente qualcuno con noi.
Janko: Siete veramente arrivate alla chiesa?
Vicka: Sì. Però loro ci hanno portate oltre, fino alla posta.
Janko: Quale posta?
Vicka: La nostra, lì, dietro il ponte. Beh, lo sai dov'è la nostra posta.
Janko: E poi?
Vicka: Noi abbiamo incominciato a battere i pugni contro la porta della macchina, per cui ci hanno riportato indietro.
Janko: Dove vi hanno riportato?
Vicka: Fino alla chiesa.
Janko: Con la stessa macchina?
Vicka: Con la stessa. Con quale, altrimenti?
Janko: Come vi hanno trattato?
Vicka: Abbastanza bene. Solo che ci hanno ingannato così.
Janko: Qualcuno dei vostri stava con voi?
Vicka: Sì. Con me c'era mia sorella Zdenka e con Ivanka suo fratello Mario.
Janko: E loro?
Vicka: Cosa potevano fare? Lottavano come noi, ma non si concludeva nulla.
Janko: Va bene. Allora voi quel giorno non avete visto la Madonna.
Vicka: Ma come no!
Janko: E dove l'avete vista?
Vicka: In macchina.
Janko: In macchina?
Vicka: Si, sì. Proprio in macchina.
Janko: E in che modo? La macchina continuava ad andare o stava ferma?
Vicka: Non me lo ricordo.
Janko: Come mai non te lo ricordi?
Vicka: È semplice. Della macchina non mi rendevo più conto.
Janko: Non capisco.
Vicka: Che posso farci io? Quando è venuta la Madonna, non percepivamo più nient'altro, né della macchina nè di nessun'altra cosa.
Janko: Ancora non capisco.
Vicka: È proprio così. E avvenuto come adesso, quando vediamo la Madonna nella stanza di fronte alla sagrestia. Vediamo la Madonna, e non vediamo ne sentiamo niente altro.
Janko: Voi avevate pregato perché la Madonna venisse?
Vicka: No, no. Chi in quella dolorosa situazione poteva pensare a una cosa simile?
Janko: Allora come è successo?
Vicka: Ma, come al solito. La Madonna è apparsa in mezzo a noi e basta.
Janko: Vi siete meravigliate o impaurite?
Vicka: Non avevamo tempo di pensare a nulla.
Janko: Tuttavia è stata una cosa strana.
Vicka: Beh, è vero. Le altre si erano molto spaventate; io invece no.
Janko: Quali altre?
Vicka: Maria e Ivanka. Erano tutte irrigidite. Perciò quei due dicevano che sono streghe e tante altre cose del genere.
Janko: Quanto è rimasta con voi la Madonna?
Vicka: Non a lungo. Ci ha detto qualcosa, ha sorriso e se ne è andata.
Janko: Che cosa vi ha detto?
Vicka: Niente di speciale. Ci ha detto di non aver paura di niente. La cosa più importante per lei era di farsi viva, per farci capire che non ci aveva dimenticato. È buona la Madonna!
Janko: E poi?
Vicka: Quei due ci hanno invitato a prendere qualcosa da bere, ma noi non abbiamo accettato. Cercavamo di liberarci da quella situazione quanto prima. Ci hanno riportate fino alla chiesa e poi se ne sono andati.
Janko:E voi?
Vicka: Noi ci siamo trattenute un po' in chiesa, un po' in canonica e poi siamo andate a casa.
Janko:Bene, Vicka. Secondo quanto hai detto, Ivan, Mirjana e il piccolo Jakov non erano con voi.
Vicka: No, no. Non c'erano.
Janko:Sono andati sul Podbrdo dalla Madonna?
Vicka: Per quanto io sappia, no. Erano confusi anche loro; e cosa potevano fare?
Janko:Quindi loro non hanno visto la Madonna?
Vicka: Sì, penso che l'abbiano vista; almeno Ivan. Lui me lo ha raccontato in seguito.
Janko:E' veramente interessante. Questo fatto non me l'hai mai raccontato così.
Vicka: È vero; ma non ne era venuta l'occasione. Chi si può ricordare di tutto?
Janko: E così è finita anche questa giornata?
Vicka: Sì. Noi siamo tornate a casa sull'imbrunire.
Janko: E la gente?
Vicka: Povera gente! Aspettava e pregava lassù. Poi ritornò a casa. Dove poteva andare?
Janko: Dunque, già per il secondo giorno sul Podbrdo non c'è stata ne la Madonna ne i suoi veggenti. E la gente non si è persa d'animo?
Vicka: No. La gente è magnifica quando va dietro alla Madonna.
Janko: Sì. È magnifica la gente ed è magnifica la Madonna.
Vicka: È vero. Così le cose sono andate in questo modo.
Janko: Va bene, Vicka. Sono proprio contento che siamo riusciti a chiarire in tal modo lo svolgimento dei fatti.


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