Maria a Medjugorje Messaggio del 3 agosto 2001:Oggi, come mai prima, gioisco con voi! Cari figli, come una Madre io prego per la pace nelle famiglie e per i figli!

Ottobre 1991: STORIA DI UN’ALTRA ANIMA

MESSAGGIO del 25 Ottobre 1991. "Cari figli, pregate, pregate, pregate!".




- Arrivederci, Georgette. Se ti vedrò a Medjugorje non seccarti se ti chiederò il passaporto... Sarà solo per essere sicura che sei proprio tu! - E' in questo modo che ho lasciato Georgette l'anno scorso a Montreal. La storia del passaporto è uno scherzo tra noi; è colpa sua: qualche volta si "biloca" a Medjugorje! Anche il suo "secondo corpo" possiede un passaporto? A Georgette non piace che si parli di lei, spero che mi perdoni... Georgette Faniel è nata nel 1915 a Montreal, dove vive ancora nel nascondimento, in un'intensa preghiera. Da quando aveva sei anni Gesù l'ha presa nella sua intimità e le parla al cuore e all'orecchio.

Crede che tutti sentano come lei la voce di Gesù e non parla della sua esperienza. Più tardi, sente la voce del Padre e anche quella dello Spirito Santo e della Madonna. Dall'età di sei anni è afflitta da una malattia che la farà soffrire sempre più e la renderà invalida: i suoi compagni celesti" l'aiutano a portare la sua croce in pace e a unire la sua sofferenza a quella di Gesù. Georgette vive anche con gli angeli che, in modo molto concreto, l'aiutano nei suoi doveri materiali, nei lavori di casa, qualche volta con molto umorismo. E' successo più d'una volta che, non potendo finire un lavoro a causa dei dolori acutissimi, trovava tutto fatto... se n'erano incaricati gli angeli.

Nel 1950 ha ricevuto le stigmate di Gesù e vive la Passione. Il mio scopo non è quello di narrare tutte le stupefacenti tappe della vita mistica di Georgette: per questo ci vorrebbero molti volumi! Ma un giorno a lei è successo un fatto chiave, che non mancherà di rallegrare coloro che amano Medjugorje: il Venerdì Santo del 1985, quando Georgette si era già offerta al Padre in olocausto d'amore, il Signore le ha fatto una domanda strana che la spingerà ancora più avanti nell'offerta totale di sè stessa: "vorrebbe accettare di offrire la sua vita, tutte le sue sofferenze e le sue preghiere perché sia riconosciuta l'autenticità delle apparizioni di Medjugorje?".

Georgette aveva sentito parlare di Medjugoije dal Padre Girard, suo direttore spirituale. Da allora lei non ha più smesso di "lavorare" per la causa di Medjugorje, giorno e notte (dorme solo un'ora) sacrificandosi per i veggenti, i francescani della parrocchia, il vescovo del luogo e naturalmente per tutti i parrocchiani e i pellegrini. Quando vanno in missione in Canada, i veggenti e i francescani non mancano mai di andarla a trovare: Georgette fa parte della loro famiglia spirituale (vedere le fotografie pag, 508). La sua conoscenza intima di Medjugorje è più profonda di quella di certuni che vi sono nati. Però, inchiodata a casa per la sua salute, non può andare a Medjugorje. La bilocazione? Per lei, come per Suor Faustina o per Padre Pio, è una soluzione di Dio! Da parte mia penso che la straordinaria fecondità di Medjugorje in tutto il mondo sia dovuta a queste anime, segretamente immolate in una camera, che combattono a sangue contro le potenze delle tenebre e ottengono dal Cuore di Dio le vittorie più preziose: Georgette ne fa parte di diritto.

La sento presente ogni giorno e, quando devo portare a termine un compito per la Gospa, il suo appoggio mi sostiene, lavoriamo in tandem. So che lei sente in sè fino all'agonia le offese fatte alla Regina della Pace, le macchinazioni ordite contro Medjugorje, la nostra indifferenza ai messaggi, le nostre divisioni, le nostre lentezze. Georgette ha ricevuto lumi sul ruolo fondamentale di Giovanni Paolo II per Medjugorje e segue interiormente, come su uno schermo televisivo mistico, la grande battaglia che si combatte a Medjugorje per la salvezza della razza umana. Ma, lasciamole la parola: - Dopo che il Padre Eterno mi ha chiesto di offrirgli le mie sofferenze e di pregare per la causa di Medjugorje, Satana si scatena contro di me molto più di prima. - Già prima non la lasciava mai tranquilla, cercando di soffocarla fisicamente e di distruggerla con tutti i mezzi. Soprattutto le ripete continuamente che è dannata, che ha passato la vita a mentire, ingannando anche il padre spirituale sul suo conto. Georgette vive anche la grazia della transverberazione (termine mistico per " trapassare il cuore") come Santa Teresa. - Si tratta di una freccia di fuoco ardente che trapassa il cuore. Il dolore è intensissimo. Sento che la mia anima non deve mai cessare di ringraziare mentre Gesù ferisce il mio cuore.

In quel momento sento un'immensa gioia interiore nella mia anima. Le più grandi gioie del mondo non si possono paragonare a quello che sento in me. Questa ferita mi rende più simile a Gesù crocifisso, perché unisco la mia volontà a quella del Padre come ha fatto Gesù durante tutta la sua vita, ma soprattutto sulla croce. Il Padre mi chiede di offrire queste ferite per il Santo Padre, le anime consacrate, i preti di Medjugorje, i veggenti, perché siano protetti dai loro nemici visibili e invisibili, per i vescovi dell'ex Iugoslavia e per tutti quelli che chiedono preghiere. Me ne faccio un dovere. Da quando conosco Medjugorje, prego e offro le mie sofferenze perché sia riconosciuta l'autenticità delle apparizioni il più presto possibile; le offro perché il messaggio di Maria, Regina della Pace, sia sparso ovunque, nella sua autenticità. (...) Un giorno, dopo aver pregato perché le apparizioni siano riconosciute e gli ostacoli rimossi, ho visto la Madonna che piangeva. Ero convinta che piangesse per la situazione di Medjugorje. Infatti, quando la sento piangere a causa delle anime consacrate, il suo pianto è a singhiozzi, è come un dolore fisico.

Nel caso di Medjugorje, non sentivo singhiozzi: piangeva abbondantemente ma nel silenzio e nella nobiltà di una Madre e di una Regina. Lei chiede preghiere per i preti di Medjugorje ma anche per i preti che visitano questo luogo benedetto, i pellegrini, i veggenti, perché rimangano fedeli a quello che chiede. Chiede con grande insistenza di pregare perché la Chiesa riconosca, per mezzo della potenza dello Spirito Santo, l'autenticità delle apparizioni di Medjugorje.(...) Nella preghiera parlo al Padre Eterno di Maria, Regina della Pace; questo Gli fa piacere perché tutto quello che riguarda la Madre di Gesù lo consola. Gli chiedo soprattutto di conservare integri i messaggi della Madonna perché tutto sia presentato nell'autenticità e nella verità. Per me, Maria è la presenza invisibile al mondo, che dà la pace; Il Santo Padre Giovanni Paolo IIè la presenza visibile che chiede questa pace. Questo messaggio di pace sarà portato al mondo dal messaggero di pace che è Giovanni Paolo II. Georgette è uno dei gioielli più belli di Medjugorje. Quando la vedrete in cielo, non avrete bisogno di chiederle il passaporto. Credo che la Regina della Pace vi racconterà chi era per Lei questa piccola signora con la vestaglia blu, laggiù a Montreal.

Fonte: Suor Emmanuel

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