Maria a Medjugorje Messaggio del 9 ottobre 1986:Cari figli, voi sapete che io desidero guidarvi sulla strada della santità, però non desidero costringervi ad essere santi per forza. Io desidero che ciascuno di voi aiuti se stesso e me, per mezzo dei propri piccoli sacrifici, in modo che io vi possa guidare ad essere di giorno in giorno più vicini alla santità. Perciò, cari figli, non desidero neppure costringervi a vivere i miei messaggi, ma questo lungo tempo in cui sto con voi è segno che io vi amo immensamente e desidero che ciascuno di voi diventi santo. Grazie per aver risposto alla mia chiama

Novembre 1995: PIEDINI SUL PAVIMENTO

MESSAGGIO del 25 novembre 1995. "Cari figli, oggi invito ciascuno di voia ricominciare di nuovo ad amare: prima Dio, che ha salvato e redento ciascuno di voi, e poi i fratelli e le sorelle che vi sono vicini. Senza amore, figlioli, non potete crescere nella santità e non potete fare opere buone. Perciò, figlioli, pregate, pregate senza sosta, perché Dio vi riveli il suo amore. Io vi ho invitati tutti ad unirvi a me e ad amare. Anche oggi sono con voi e vi invito a scoprire l'amore nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. Perché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".




Francesco-Giuseppe ha appena compiuto 6 anni è mio nipote e figlioccio. Tutte le sere i suoi genitori pregano con lui, mentre è seduto sul letto prima di addormentarsi e lo benedicono secondo la scuola della Gospa a Medjugorje. Nella preghiera c'è uno spazio perché il bambino possa ringraziare spontaneamente Dio per le belle cose della giornata e faccia le sue domande. Per esempio: "Benedici il tale che soffre", ecc. Quella sera tutto sembra normale e i genitori mettono a letto il bambino, non senza aver lasciato la porta socchiusa per la notte, porta che dà sulla loro camera. Passano dieci minuti e sentono il rumore di due piedini sul pavimento. Si aspettano di vedere il bambino fare irruzione nella loro camera per reclamare ancora una carezza o qualcosa del genere. E invece no! I piedi si fermano di botto e i genitori scivolano discretamente nel vano della porta per vedere che succede. Il bambino sta in piedi davanti all'altarino che ha preparato lui stesso con una croce, una statua, fiori (appassiti, bisogna dirlo) immagini (non sempre di gran buon gusto), articoli religiosi che ha scovato qui o là... Tiene fra le braccia il cucciolino che ha ricevuto in regalo due giorni prima e di cui si è innamorato follemente. Lo stringe contro il cuore fino a soffocarlo. La povera bestia è riuscita ugualmente a posare la testa sulla spalla di Francesco-Giuseppe, la scena è tenerissima. Allora finalmente il bambino esprime a Dio una preghiera che viene dal più profondo del suo cuore: "Signore, benedici il mio cagnolino come hai benedetto il Bambino Gesù nel grembo di Maria!"

Fonte: Suor Emmanuel

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