Maria a Medjugorje Messaggio del 25 settembre 2010:Cari figli, oggi sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna di pace e vi esorto a vivere ancora di più la vostra vita di fede perché siete ancora deboli e non siete umili. Vi esorto figlioli, a parlare di meno e a lavorare di più sulla vostra conversione personale affinché il vostro testimoniare sia fruttuoso. E la vostra vita sia una preghiera incessante. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Gennaio 1996: QUANDO IL SENO MATERNO E' UNA TOMBA

MESSAGGIO del 25 Gennaio 1996. "Cari figli, oggi v'invito a decidervi per la pace. Pregate Dio di darvi la vera pace. Vivete la pace nei vostri cuori e capirete, cari figli, che la pace è dono di Dio. Cari figli, senza amore non potete vivere la pace. Frutto della pace è l'amore e frutto dell'amore è il perdono. Io sono con voi e v'invito tutti, figlioli, perché per prima cosa perdoniate in famiglia e allora sarete capaci di perdonare agli altri. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."




"Senza amore, non potete vivere la pace". Ma se il seno di mia madre era una tomba, se l'origine della mia vita era immersa nel "non-amore", sono forse condannata a non gustare mai più la pace? Sofia arriva per miracolo a Medjugorje. Professoressa di inglese, quarant'anni, piena di fascino, mi racconta la sua avventura con entusiasmo e non smette di ripetere: "E' pazzesco, è veramente pazzesco...! "Bisogna riconoscere che nella sua vita né Dio né Satana sono stati assenti. Il fiasco per Sofia comincia dal suo concepimento: sua madre rifiutava la gravidanza. Quando ha saputo di aspettare due gemelli, il suo rifiuto è diventato totale. Alla nascita il fiasco continua: il fratello gemello nasce morto. Sofia risentirà così la morte dovuta al non-amore e un vuoto nelle relazioni umane. Il primo che ha visto faccia a faccia, il suo primo amore,è un morto.

Cresce senza Dio e senza supporto umano. A 20 anni si sposa perché è incinta. Nuovo scacco: non riesce ad amare e neppure lui. La vita coniugale assomiglia a due muri che si urtano e si fanno del male. Divorzia. La sua piccola Claire comincia anche lei il tragico percorso del bambino diviso tra i genitori. Sperando di averne trovato uno migliore, Sofia si risposa e constata con orrore che è anche peggio. E' soffocata da un sentimento di "non identità" e non può comunicare con suo marito. I loro scambi si riassumono in "collera-rimprovero-rancore" più o meno in quest'ordine. E' di nuovo il muro opaco del non-amore. Ma un avvenimento ben peggiore provoca in Sofia una vera discesa agli inferi: quando partorisce un maschietto, rivive tutto il dramma della morte del suo gemello, tutto il senso di colpa che ne ha conservato e si rende conto che, esattamente come sua madre, il suo seno materno è senza vita, senza amore. Nella sua disperazione, obbliga anche il corpo a rifiutare la vita. Dopo il parto, si ammala di una malattia mortale, che la medicina qualifica come "auto-immune", cioè di autodistruzione. I suoi anticorpi, destinati a lottare contro l'aggressione delle malattie, si rivoltano contro il suo stesso organismo, distruggendolo dall'interno. Nel suo corpo c'è la guerra perché nel suo cuore c'è la morte.

Trova in un poema di Paul Eluard: "Grazie mamma per avermi creato". Urla! La sua vita, come la detesta! Carenza di collagene, poliartrite reumatoide, anemia... Si profila all'orizzonte la sedia a rotelle, seguita per certo da una morte lenta tra terribili sofferenze. Eccola schiacciata dalle medicine. Naturalmente, come tutte le persone che non conoscono il Salvatore, si trova uno pseudo salvatore: il guaritore chiamato Tizio. E' caro, bisogna dargli delle ciocche di capelli ogni tre settimane, ma ha un'immagine di Cristo nel suo studio perciò... "In fondo, l'uomo deve essere buono", si dice. Effettivamente la malattia cessa di evolversi. Come tutte le guarigioni ottenute dai guaritori, però, il male si ferma da una parte per spostarsi altrove e peggiorare. l'uomo inizia Sofia all'esoterismo e alle pratiche occulte. Affascinata, Sofia si butta a capofitto, ogni giorno, nella scrittura automatica. - La mia mano andava da sola, ero obbligata a scrivere! -mi disse. Passa tutte le librerie di Parigi per comprare libri del tipo New Age e li divora avidamente. Fa lo yoga e pratica le aperture del Chakra. Sorgono in lei delle terribili paure, di giorno, di notte, senza poter mai piangere. Angosce fino ad allora sconosciute la paralizzano. Una notte, dopo aver scritto sotto la dettatura di un demonio (credendo in buona fede che questo la collegasse alle "energie del cosmo"), si sveglia di soprassalto, madida di sudore e angosciata a morte. Vede Satana vicino a lei, che le tende la sua orribile mano nera. Orrore! Per la prima volta nella sua vita pronuncia il nome di Dio e lo chiama in soccorso. Prima preghiera... con il cuore! Con sua grande sorpresa il Signore risponde al suo grido e le fa sentire la Sua presenza.

Sofia comprende allora che questo è un Dio vivente, che è buono, che è pace; La sua vita cambia a 180 gradi. Si mette a pregare ogni giorno e scopre la fede cattolica. Più tardi capisce che l'esoterismo non si può sposare con la vita cristiana e fa la sua scelta: camminerà con Gesù, il vero Salvatore, Colui che non ha una bomba nascosta sotto il tappeto per distruggerla. - E Medjugorje? – domando - E' pazzesco! Gesù mi ha donato sua madre! - Racconta del Krizevac... della tua rinascita... - Facevo la Via Crucis con il gruppo. Arrivata alla 13° Stazione, quella in cui Maria riceve il corpo di Gesù tra le braccia, Frate Cirillo mi ha detto: "Sofia, puoi leggere la meditazione di Padre Slavko?" Ho detto di si ingenuamente e ho letto. Vedo gli occhi di Sofia che si inumidiscono... la voce le trema... - Leggo: ma, a un paragrafo, ecco che tutta la disperazione mi ritorna! Ho ceduto, sono scoppiata in singhiozzi e qualcun'altro ha dovuto continuare al mio posto... Maria mi aspettava là, a quella 13° Stazione. Il paragrafo diceva: "Maria ti prego per i bambini rifiutati che non conoscono il calore del seno materno. Sii la loro madre, ridona loro il gusto di vivere. O Maria, io ti prego per le madri il cui seno è divenuto la tomba della vita, poiché hanno ucciso i loro figli o li hanno rifiutati dopo la nascita. Rendi loro la vita!" In un lampo avevo toccato la radice di tutta la mia sofferenza: il seno di mia madre era stato come una tomba! Avevo cominciato a vivere in un luogo di morte! Non avevo ricevuto la vita! E la meditazione continuava con questo messaggio: "Cari figli... vi ho scelti in modo particolare, come voi siete. Sono vostra Madre e vi amo tutti... Maria è diventata mia madre. La mia radice, il seno in cui io prendo corpo. La cosa più sorprendente è che tutto è avvenuto con dolcezza. Ho sentito come un soffio, qualcosa di molto leggero, ed era fatta. Mi aspettavo uno scossone, ma no! Prima di questa Via Crucis ero orfana; dopo, avevo trovato mia madre. Ecco, tutto è avvenuto nella dolcezza. Adesso ho una grande pace, una pace incredibile! - Sofia aggiunge a bassa voce, come per non disturbare il sonno di un bambino: - Ora posso dire con tutto il mio cuore: "Signore ti ringrazio di avermi creata!" -

Fonte: Suor Emmanuel

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