Maria a Medjugorje Messaggio del 28 settembre 1984:A chi vuol fare un cammino spirituale profondo io consiglio di purificarsi confessandosi una volta alla settimana. Confessatevi anche dei più piccoli peccati, perché quando andrete all’incontro con Dio soffrirete di aver dentro di voi anche una minima mancanza.

Possiamo Salvare il mondo. Cristo è sempre il Signore.

Da un’Intervista di Mons. Franic Arcivescovo di Spalato a pellegrini provenienti da Monfalcone, Gorizia, Trieste, Buitrio, Aprile 1987






Domanda - La Madonna ci richiama ad una autentica conversione. Questo suo insistere potrebbe indicare che i tempi futuri potrebbero essere tremendamente difficili e che tutti siamo in pericolo; secondo Lei, Eccellenza, che cosa ci potremmo aspettare se il mondo non rispondesse affermativamente e se non ci si impegnasse a cambiar vita?

Franic - Abramo pregava il Signore di risparmiare Sodoma e Gomorra se si fossero trovati 50 giusti, ma avendo constatato che non esistevano 50 giusti, allora Abramo chiese umilmente al Signore di risparmiare quegli Stati se ne fossero trovati in quelle due città 10 giusti. Invece non si sono trovati neppure 10 giusti ed il castigo è stato inevitabile. Ma io credo che come un piccolo lievito può fermentare tutta la massa della farina e che una piccola luce può illuminare un grande spazio, così la Chiesa ha incominciato con 12 Apostoli. Maria e Gesù erano soltanto due credenti sul Calvario e gli Apostoli avevano perduto la fede; così avviene anche oggi che qualcuno degli Apostoli perda la fede; ma se questa nuova fede è più forte, più illuminata, come io credo siete voi, allora da questo piccolo lievito, da questa luce quantunque piccola in confronto a tutto il mondo, potrebbe riuscire a salvare il mondo. Se crescono questi credenti, coerenti e radicali, con una radicale conversione, allora c’è più speranza che questa conversione potrà salvare il mondo. Dio è buono ma è anche giusto. Egli potrebbe mandarci un qualche castigo, come una nuova guerra — che Dio ce ne liberi —, ma se questo accadesse, dobbiamo accettarlo e portare la nostra croce ed esser pronti a portarla sempre più coerentemente, perché se noi non abbiamo la fede dei martiri, se non siamo pronti a morire per la fede, allora questa fede non è forte, non è autentica, poiché se noi siamo convinti che Lui è il padrone della storia, della nostra storia, di tutto il mondo, allora si deve sacrificare tutto pur di non perdere il nostro Signore: questa è la fede nostra, così come hanno fatto i primi cristiani. Erano pochi nell’Impero Romano, però la fede era viva. Possiamo meditare ancora di più quello che ho trovato nei sacri libri cinesi; loro dicono: “quando crolla la Chiesa (diciamo noi “Chiesa”... loro dicono “le nostre organizzazioni”), quando crolla la Chiesa, allora risorgono i credenti”. Ancora: quando crolla la fede, risorgono i credenti”.
Così può avvenire che crollino le strutture della Chiesa, per esempio, con una grande persecuzione, ma in quei momenti vengono fuori i fedeli autentici, che salveranno la Chiesa.
Quindi la mia speranza è molto tranquilla e forte per il futuro della Chiesa, perché l’unico Dio è Gesù, e non ci sono altri dei che possano mettere in schiavitù il mio Liberatore, il mio Signore: questa è la mia fede! Io credo fermamente con la Madonna quando dice: “il mio unico figlio è il Redentore di tutto il mondo!”. Anche gli altri uomini nelle loro fedi, se hanno buona coscienza, se lavorano onestamente, possono salvarsi”. Questo è lo spirito del Vaticano II e la Madonna a Medjugorje lo ha confermato e con questo ha confermato il Vaticano II. Alcuni si scandalizzano e dicono: “oh! no! oh! no!, la Madonna che appare a Medjugorje non è vera Madonna perché ha detto che tutti si possono salvare”.
Ma la Madonna è la Madre di tutti gli uomini, la Madre dei peccatori, la Madre di tutto il mondo, di tutte le religioni e trova tracce di bontà e di verità anche negli atei.

Domanda - Circa l’autenticità delle apparizioni, che idea ha Lei, ce lo dica con tutta sincerità.

Franic - Qui sono io un testimone. io sono andato a Medjugorje per la prima volta il 17 dicembre 1981, nel giorno anniversario della mia ordinazione episcopale. Allora io ho capito che si trattava di una cosa seria vedendone i frutti; ho osservato i frutti delle confessioni, i giovani che pregavano, tanta gente e ho detto: “Quello che qui avviene è una cosa seria”. Non era ancora certo se Jacov, Ivan, Marija e gli altri veramente vedessero la Madonna. Non avevo parlato ancora con loro. Sono entrato nella Chiesa, mi sono coperto il colletto con la sciarpa, per non farmi conoscere. Una donna seduta accanto a me mi ha chiesto da dove venissi; le dissi “Da Spalato”. Quelli dell’Ezegovina pensano che noi dalmati non siamo veri cattolici; credono che siamo tutto comunisti; non mi credeva troppo, però io ho preso la corona de rosario ed ho incominciato a pregare, allora si è calmata!... Mi sono convinto allora che quei giovani non mentono. Quella volta non ho parlato con i veggenti, dopo due anni, mi pare, ho incominciato a frequentarli di più: ho parlato con i ragazzi e ragazze ed ho visto che non possono mentire, per me è impossibile che mentano, non possono dire quello che dicono con la sola intuizione. E poi vennero gli specialisti psicologi, psichiatri, con i loro strumenti; passavano spesso da qui, lasciavano i loro risultati, è anche uscito un libro in proposito; e così mi sono convinto che questi mess4ggi fondamentalmente sono veri ed autentici. Quantunque si possano intromettere degli elementi umani: Laurentin veniva qui spesso e mi spiegava e mi diceva che santa Caterina da Siena aveva detto che la Madonna che le era apparsa (appariva ogni giorno anche a santa Caterina da Siena e ad altre veggenti che vedevano per anni ed anni la Madonna ed anche nostro Signore), aveva detto di non essere immacolata Concezione, e questo era avvenuto, perché educata dai domenicani che dicevano che la Madonna non era Immacolata Concezione. Però io ho detto ai veggenti, (l’ho detto a Vicka, Marjia, con la quale ho parlato più a lungo), di essere molto attenti:
“A voi il Signore dà i messaggi, voi dovete fedelmente trasmetterli alla Chiesa e poi la Chiesa darà la sua spiegazione”. Maria chiede: “Chi è la Chiesa per noi?”“Il Vescovo di Mostar è la Chiesa per voi”. Maria dice: “Ma lui non crede”.
Ma la Chiesa di Mostar non ha fatto una dichiarazione ufficiale, allora aspettiamo; io, da parte mia, voglio aiutare il Vescovo con la mia testimonianza ed altri pellegrini e periti, medici ed altri, vogliamo aiutare la Chiesa, cio il vostro Vescovo; ma la Chiesa non è soltanto il Vescovo, sono anche i fedeli, sono anche i sacerdoti, tutti compongono la Chiesa di Mostar!... Poi anche noi siamo collegati con voi, anzi tutta la Chiesa adesso è interessata per voi, ma adesso il capo è il vostro Vescovo e poi, come sapete, l’anno scorso la Santa Sede ha detto:
“Basta alla commissione diocesana”. Ora deve prendere tutto nelle sue mani la conferenza episcopale jugoslava, ed ora aspettiamo che cosa dirà la Chiesa. Chi è la Chiesa per Medjugorje ora, per questi fatti? E’ la conferenza episcopale jugoslava”, ma c’è anche una terza istanza: è la Santa Sede. Quindi dobbiamo essere obbedienti alla Chiesa!
A Medjugorje si prega per la Chiesa e si va in Medjugorje, con uno spirito di piena sottomissione alla Chiesa e di piena obbedienza. Se non fosse così, allora sarebbe un segno negativo. Non dire: “io vado perché la Madonna appare”, ma: “io vado perché i veggenti dicono che la Madonna appare”. Io posso credere ai veggenti come persona privata, ma aspettando il giudizio della chiesa. Io sono convinto nella mia coscienza, ma se un domani la Chiesa dicesse “No”, io chiudo la mia bocca, però nella mia coscienza non potrei rinunciare alla mio convinzione.

Domanda Qual’è il pensiero della maggioranza dell’episcopato iugoslavo.

Franic - La maggioranza..., è difficile dire. Ciascuno pensa per se stesso e difficilmente si scopre, ma non credo ci sia un’opinione favorevole a questi fatti. Non so..., sono piuttosto neutrali. Nessuno viene a Medjugorje, io non conosco un vescovo jugoslavo che sia stato a Medjugorje. Ma loro dicono: “perché tu ci vai, se altri non ci vanno?”. Perché sono stato costretto, perché Medjugorje è vicinissima alla mia diocesi, più vicina di qualsiasi altra diocesi perché da qui a Medjugorje ci sono solo 200Km.; dal confine della mia diocesi, soltanto due-tre Km. e perché i pellegrini vengono qui e i periti di Milano e padre Laurentin sono venuti qui ed hanno lascito le loro documentazioni. Se costoro non fossero venuti qui, forse avrei dimenticato quelle mie prime visite a Medjugorje. Ma tutto questo, anche non volendo, è così!

Visite: 377

TAGS: Mons. Frane FranicTestimonianzaVescovo