Maria a Medjugorje Messaggio del 25 gennaio 1992:Cari figli, oggi vi invito al rinnovamento della preghiera nelle vostre famiglie, affinché ogni famiglia diventi la gioia per mio figlio Gesù. Perciò, cari figli, pregate e cercate più tempo per Gesù; così sarete capaci di capire e accettare tutto: le malattie e le croci, anche le più pesanti. Io sono con voi e desidero prendervi nel mio cuore e proteggervi, però non vi siete ancora decisi. Perciò, cari figli, vi chiedo di pregare affinché attraverso la preghiera mi permettiate di aiutarvi. Cari figliolini miei, pregate affinché la preghiera diventi il vostro cibo quotidiano. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Due guarigioni straordinarie




Una guarigione straordinaria. Verso mezzogiorno del 5 maggio si presentò all'ufficio parrocchiale una pellegrina della Sardegna (ITALIA), Giovanna Spanu. Era accompagnata da due amiche le quali cominciarono a raccontare con molta emozione l'esperienza della loro amica Giovanna. Giovanna era affetta da sclerosi a placche fin dal 1970. S'era ridotta a non essere più in grado di muoversi da sola, aveva perduto l'equilibrio, si sentiva insicura. Inoltre spesso aveva delle crisi terribili, proprie di questa malattia. Il giorno prima, 4 maggio, aveva incontrato la veggente Vicka e dopo aver pregato insieme con lei, con l'aiuto delle sue amiche pote salire sul Podbrdo. E lì, sul luogo delle apparizioni, Giovanna sentì una virtù straordinaria nel proprio corpo, si alzò da sola e ancora da sola, anche se un po' insicura, se ne tornò dal Colle senza bisogno di essere aiutata. Ora è qui, in persona, per testimoniare la propria esperienza. Dice di sentirsi bene. Fiduciosa nell'aiuto della Madonna e nella sua intercessione, se ne torna a casa col cuore pieno di riconoscenza, anche se si sente come frastornata per ciò che le era successo. Il suo gruppo intanto lodava Dio e lo ringraziava per tutto quello che aveva compiuto.

Una dottoressa di Bologna. Aveva un cancro e dovevano operarla a 5 vertebre; doveva restare paralizzata. Pur venendo da una famiglia atea, era aperta, disponibile: il 14 luglio doveva essere operata. Un'amica da Medjugorje le aveva portato una bottiglietta di acqua benedetta. La notte prima dell'operazione aveva dolori fortissimi da non resistere. Si alza, trova la bottiglietta, fatica ad aprirla, ci riesce e ne beve un sorso. Come ne beve, sente un cambiamento, poi avverte come una mano dietro la schiena che la guarisce. Torna a letto e dorme. Il giorno dopo si sente bene e non vuole farsi operare: era guarita. I medici le chiedono che cosa ha bevuto. Analizzano il contenuto della bottiglietta: è acqua. E giunta qui a Medjugorje per ringraziare. La Madonna l'ha guarita e io ho detto: “Una goccia d'acqua, nelle mani della Madonna, vale più di tutte le medicine. Possiamo affidarci alla Madonna”. (P. Jozo)

Fonte: Eco di Medjugorje nr. 73

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