Maria a Medjugorje Messaggio del 25 luglio 1990: Cari figli oggi vi invito alla pace. Sono venuta qui come Regina della Pace e desidero arricchirvi con la mia pace materna. Cari figli, Io vi amo e desidero guidarvi tutti verso la pace che solo Dio può dare e che arricchisce ogni cuore. Vi invito a diventare i portatori e i testimoni della mia pace in questo mondo senza pace. Io vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Mohamed convertito a Medjugorje




2 Agosto 1990. Non a caso... nel giorno stesso dell’invasione del Kuwait, una dorma austriaca mi fece conoscere Mohamed, un arabo del Medio Oriente. Questo quarantenne, sposatosi in Germania con una tedesca nella Chiesa cattolica, era a Medjugorje con la moglie e i figli. La madre aveva insegnato loro la Bibbia, il padre il Corano. Marito e moglie avevano concordato di istruire liberamente i ragazzi. Lui viveva secondo le prescrizioni del profeta Mohamed (Maometto), suo omonimo.

Nel 1985 sua moglie ricevette da amici un libro sulle apparizioni di Medjugorje e lo lesse anche Mohamed durante le vacanze. Così nell’86 essi vennero tutti e due per la prima volta in Jugoslavia. L’entusiasmo di Mohamed per Medjugorje fu subito vivissimo. Egli aveva già avuto, grazie alla moglie cattolica, diversi contatti con sacerdoti in Germania, ma non gli era mai passata per la testa l’idea di farsi battezzare. Ma a Medjugorje egli decise di ricevere il battesimo. I sacerdoti si mostrarono diffidenti e gli dissero che doveva prepararsi bene. Lui stesso cominciò a studiare la Bibbia e la Santa Messa, e a Pasqua dell’88, fu battezzato nella stessa chiesa di Medjugorje. Un avvenimento felice, come lui stesso disse: dopo il Battesimo, un velo gli è caduto dagli occhi: ora vede tutto chiaramente. “Adesso, dice, riconosco l’amore di Cristo. La tolleranza è migliore della vendetta. E’ sopportare l’ingiustizia che commettere l’ingiustizia.

Con l’amore si ottiene più che con qualsiasi altro metodo. Io vedo ciò in grazia del mio battesimo. E io sono felicissimo che lo spirito di Medjugorje abbia impregnato tutta la mia famiglia e che i miei figli stessi siano il motore attivo della preghiera, che accompagna ogni azione della nostra casa. Per me questa è una sorgente di grande felicità. I miei figli stessi sono battezzati dall’infanzia secondo il desiderio de la loro mamma”. Mohamed ora sta scrivendo un libro, intitolato “Bibbia e Corano”. Egli testimonia: “Noi crediamo nello stesso Dio. Ci sono molti malintesi tra l’Islam e il cristianesimo, come ci sono molti malintesi tra il giudaismo e il cristianesimo. Spero che il buon Dio mi ispiri i termini esatti, per non offendere nessuno”.

Mohamed non vuole che io citi il suo paese natale, perché i suoi compaesani si sentirebbero feriti. Il fatto che un musulmano del loro villaggio sia “infedele” e si sia lasciato battezzare, potrebbe richiamare in loro sentimenti di vendetta contro i cristiani. Mohamed vuole mostrare con il Corano, che ciascuno può agire secondo la sua fede. Egli vuole restai anonimo e non cerca pubblicità. Ma si prende la propria responsabilità. Egli vuole chiamare cristiani e musulmani a rivalizzare in buone virtù, che sono raccomandate sia nel Corano che nella Bibbia: come tolleranza e giustizia. Quando avranno letto il suo libro, può darsi che essi comprendano che sono fratelli nella fede, e che a torto si combattono.

Egli dice: “Ora io comprendo il Corano molto più profondamente di prima. Il regalo più grande è la grazia della fede, per mezzo della quale dobbiamo essere riconoscenti”. Io-gli dico che è bello sentirlo, soprattutto perché è un maomettano che lo dice. Ma subito Mohamed mi riprende. Primo, il suo nome non è più Mohamed, nel battessimo ha ricevuto un nome cristiano. Secondo, il nome “maomettano” non è corretto: il profeta Maometto non ha mai voluto questo. Un discepolo di Mosè non è chiamato “mosiano”. Questo nome è dovuto solo a Dio, non al suo profeta. Il nome esatto è “musulmano”, che significa in arabo: “Chi si dà tutto a Dio”.

E così arriviamo al motto del Papa: “Totus tuus”, preso da S.Luigi di Montfort, proposto dal Papa Dottore della Chiesa.

A Medjugorje la Santa Vergine non chiede che la sottomissione totale a Dio, che è la missione più importante dei cristiani.., e dei mussulmani.

11 lunedì 13 agosto 1990 (una settimana dopo l’invasione del Kuwait), la Santa Vergine chiede sul Podbrdo, tramite Ivan, di pregare per la pace in Oriente e il 25 ottobre ancora una volta di pregare e di offrire per la pace nel mondo. E’ sintomatico che la Beata Vergine sia apparsa anche nella chiesa del Sacro Cuore d’Ekeren Donk (Brasschaat in Belgio) a una donna araba della Siria, e le abbia dato letteralmente lo stesso messaggio che Essa aveva dato a Ivan due giorni prima. Questa giovane donna ha 26 anni e si chiama Myma. Essa abita nel quartiere di Damasco chiamato “Sufanieh”, ed è stigmatizzata. Suo marito è ortodosso. Il tema principale dei messaggi del cielo a Myrna, insieme a quello di “pace”, è in questo paese in maggioranza mussulmano, l’unità tra le religioni. Mercoledì, 21 nov.90, il Prof.Dr.Theodor Adel—Khoury ha tenuto una conferenza presso Augsburg sui messaggi di Medjugorje, che aveva per tema “Pace e Ecumenismo nelle religioni del mondo”. Questa è ugualmente l’opera a cui dedica la vita il nostro convertito Mohamed. Così sia.

Fonte: Eco di Medjugorje nr.81

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