Maria a Medjugorje Messaggio del 25 febbraio 2017:Cari figli! Oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l'Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla. Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna. Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo di grazia nel quale Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

VEDERE PER CREDERE.




Mercoledì 17.8.88 alle ore 10 circa ero nella chiesa parrocchiale di P.Jozo a Tihalina.Dopo la celebrazione Eucaristica,l’atmosfera di intensa spiritualità pervadeva tutta l’assemblea e mi sembrava quasi palpabile la realtà della comunione dei santi. Circa 200 pellegrini italiani affollavano la chiesa. Dopo le parole in italiano di P. Jozo seguiva la benedizione impartita dallo stesso con il crocefisso posto sull’altare. In quel preciso istante un urlo,che nulla aveva di umano ma che assomigliava più al rantolo di una bestia feroce ferita a morte,riecheggiava in tutta la chiesa. In un uomo, fino allora apparentemente tranquillo ed appartato, si scatenava la possessione che si manifestava con urla agghiaccianti e balzi da un lato all’altro della navata di destra. Le urla sembrava provenissero da cavità profonde senza fine. Ingiuriava con le imprecazioni più oscene e blasfeme la Madre di Dio,Gesù,e altre cose sante creando un panico indescrivibile. Tutti i presenti,specie i più vicini, erano scossi come da un fremito di orrore e, raggelati,elevavano invocazioni a Dio e a Maria.

P. Jozo invitava alla calma ed alla preghiera del S. Rosario e tutti obbedendo all’unisono, guidati da un sacerdote,iniziavano a voce alta il S. Rosario.

Nel frattempo P. Jozo,assistito da un altro sacerdote iniziava l'esorcismo. Seguivano momenti terrificanti,la cui realtà,vissuta sulla propria pelle,non ha confronti con fumati o sceneggiati visti al cinema: l’ossesso saltava da una parte all’altra cadendo addosso ad una adolescente paralizzata nella sua carrozzella,prendeva per un braccio una giovane e la scaraventava come un fuscello lontano parecchi metri. Immobilizzato da sei o sette uomini, che a stento riuscivano a trattenerlo, si dimenava furiosamente. Il suo viso era contratto, assumeva un aspetto ributtante,gli occhi stravolti,le labbra tumefatte,la bocca e la dentatura orripilanti,con gesti impressionanti e creando un terrore indicibile con urla,bestemmie, accuse, menzogne, false invocazioni a Dio. Parlava all’inizio in due o tre lingue; tra l’altro diceva:”...eravamo in molti ed ora sono rimasto solo!”: parlava in lui evidentemente il demone che lo possedeva. Per brevità e opportunità ometto altri particolari. Nella chiesa per contro,quasi a risposta di fede,tutti i presenti rispondevano alle Ave Maria con voce alta. Ciò che usciva da quella bocca è incredibile. Il contrasto tra P. Jozo (ed il suo assistente) e il demonio,che si era impossessato di quella povera creatura,continuava a lungo. L'esorcismo sembrava non avesse fine. A un certo punto l’ossesso vomitava sul saio del francescano una bava bianca schiumosa. La tensione era al culmine.

Non rammento quanto tutto ciò sia durato (il senso del tempo in certi momenti si perde). Poi come un alito nuovo pervase tutto il tempio e i presenti. Le urla cessarono. Si udiva il respiro affannoso dell’uomo accompagnato dal coro che,ora sommesso,continuava a recitare il S. Rosario. P. Jozo insisteva nel raccomandare che necessitava vincere il panico con una calma preghiera e la fiducia nel crocefisso; ciò per non fare il gioco del maligno, ma avere la piena fiducia in Maria,nella sua presenza e assistenza,che schiaccia la testa al serpente per volere e predestinazione di Dio stesso. L’ossesso,ora era libero,era stato liberato dall’esorcismo e dalla preghiera di tutti vissuta col cuore e sofferta da tutta l’assemblea e il sacerdote che aveva partecipato all’esorcismo ritornava in sacrestia provato e spossato. P. Jozo richiamava il giovane che era ridiventato normale (ave circa 30 anni),con la moglie e la figlioletta presenti che riceveva la Comunione e faceva la sua testimonianza ringraziando pubblicamente tutti, oltre naturalmente gli esorcisti,per le preghiere che avevano aiutato a liberarsi.

Riceveva abbracci e conforto da tutti i presenti compreso il sottoscritto. Era commosso e piangeva gioia.

Gianfranco Villani, Bolzano

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