Maria a Medjugorje Messaggio del 24 dicembre 1983:Figli miei, pregate! Ve lo ripeto: pregate! Non dovete pensare che Gesù si manifesterà nuovamente nel presepe: egli vuol rinnovare la sua nascita nei vostri cuori!

La confessione pubblica del falso testimone al processo di Padre Jozo




Circa 10 anni fa veniva processato Fra Jozo Zovko, ex parroco di Medjugorje, accusato per parole ispirate alla Scrittura, ma arbitrariamente interpretate da parte della polizia segreta Udba. Ma la coscienza non dava tregua a uno dei falsi testimoni del processo, il quale non aspettava che il momento di chiedere perdono al frate. Dopo averlo fatto di recente, si è recato alla redazione della Sveta Bastina, che ora ha ripreso l'antico nome di Nasa Ognjista (i nostri focolari), abbandonato al tempo della repressione, e ha confessato pubblicamente ciò che ha fatto, esprimendo anche il desiderio che la confessione fosse pubblicata. Riportiamo, pur abbreviando, le sue stesse parole:

“Mi chiamo Tihomir Karacic' nato a Crnce vicino a Siroki Brijeg, il 18 giugno ‘62. Mia madre è morta nel ‘69. A causa della povertà della mia famiglia mi sono iscritto alla scuola per gli affari interni (Polizia) a Sarajevo per studiare gratis. Sperati i quattro anni ho fatto il vigile urbano a Listica per sei anni. Tre anni fa ho lasciato di proposito la Miicija e non ho più trovato lavoro fisso. Ogni tanto vado a guadagnare qualcosa in Germania per tirare avanti con mio padre.

“Nel terzo anno della scuola, mentre facevo pratica a Listica, fui mandato a Medjugorje col presidente della giovent l'11.7.81 per ascoltare la predica di Fra Jozo. Ritornato ho riferito al comandante della Milicija tutto quello che ricordavo, ma avevo la sensazione che loro sapessero già tutto.

“Un giorno in autunno, mentre frequentavo la quarta classe a Sarajevo, fui convocato alla Questura di Mostar per fare da testimone al processo contro Fra Jozo. Il direttore della scuola mi disse di andare senza paura. A Mostar l'investigatore Gaspar Augustin, diventato poi Questore di Mostar, mi disse di rimanere a disposizione, ma di non andare a casa per non far trapelare nulla. Per questo rimasi a Ilici presso una mia zia. Lì mi raggiunse Gaspar, dicendomi di prendere carta e matita e scrivere ciò che mi avrebbe dettato. Questo lo dovevo imparare a memoria per ripeterlo l'indomani in tribunale come testimone contro Fra Jozo.

“Dopo aver testimoniato, tornai a Sarajevo per finire l'anno scolastico ed ebbi l'impressione di essere trattato con particolare attenzione come uno che meritava... Anzi per facilitarmi la carriera, i superiori mi offrirono una casa a Sarajevo, ma io l'ho rifiutata e sono tornato a Listica, dove ho fatto il vigile urbano per sei anni: qui i superiori mi trattavano con distacco come da nemici. Ho rifiutato anche l'offerta di un corso speciale a Sarajevo per essere inviato nel Kosovo e mi sono dimesso dalla polizia. Così fui disoccupato e in più sorvegliato speciale. Recatomi clandestinamente il Germania per lavoro sono stato denunciato e rimandato a casa. A Listica poi circolavano le voci che ero una spia, un disonesto e perciò bisognava evitarmi. Se fossi stato una spia o un disonesto non sarei da tre anni senza lavoro: si sa come se la passano bene questi tali.

“Come cattolico e come uomo che desiderava vivere onestamente soffrivo per aver ceduto alla polizia segreta e aver recato danno a un innocente. Di anno in anno la coscienza mi bruciava sempre di più, e per dieci anni non mi confessai sapendo di non potermi accostare a Dio senza avere il perdono dall'uomo che avevo danneggiato. Per la stessa ragione non avevo voglia di sposarmi. Per tanti anni cercai di avvicinarmi a Fra Jozo, ma invano, un po' per il lavoro, un po' per altri impedimenti e un po' per mancanza di coraggio. Ho trovato per fortuna un frate compaesano che ha fatto da intermediario e mi ha aiutato a venire da Fra Jozo.

“Questi mi ha accolto come un amico e mi ha perdonato di tutto cuore; poi mi ha anche confessato. Dopo di che ci siamo abbracciati e baciati e la mia anima si è sentita libera da un grave fardello. Fra Jozo mi ha promesso che sarà lui a benedire le mie nozze. Come ringraziare Dio per un così grande dono? Coscientemente, benché spinto dai miei superiori... Ma nemmeno loro sono i veri colpevoli, bensì il sistema di allora, che si serviva sempre di deboli e ambiziosi per raggiungere i suoi scopi. Grazie al cielo è arrivata anche da noi la fine di questo sistema, dopo che è venuta per l'Europa intera: tutto questo non può essere che opera di Dio e della Madonna.

“Non porto alcun rancore perché sono cristiano e perdono a tutti come Fra Zovko ha perdonato a me. Desidero vivere da onesto cristiano e da onesto croato.” Hanno ascoltato questa confessione Fra Jakov Bubalo e Ferdo Vlasic', i quali non hanno dubbio sulla sua sincerità.

Fonte: Eco di Medjugorje nr.82 - Traduzione di Mirjana Vasilj Zuccarini

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