Maria a Medjugorje Messaggio del 20 dicembre 1983:Per diffondere i miei messaggi, vivete innanzitutto la pace nei vostri cuori. Senza di questa gli uomini non vi crederanno e rifiuteranno le vostre parole. Aprite il vostro cuore a Dio affinché egli vi riversi la sua pace.

Catechesi di padre Marinko Medjugorje, 13/10/11




el nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

La prima parola nella preghiera non è "Signore dammi questo", bensì la prima parola è "grazie".
Signore ti ringrazio per la mia vita.
Ti ringrazio per le altre persone. Ogni persona qui per me è un dono.
Gesù ti ringrazio, perché mi ami. Ti ringrazio, perché mi ami anche con le mie debolezze.
Gesù, anch'io ti amo. Gesù ti amo.
Preghiamo insieme.
Padre nostro.
Ave Maria.
Gloria al Padre.
Maria Regina della Pace.

Cari amici, adesso vi invito a meditare un po' su Medjugorje; a meditare su ciò a cui ci invita la Madonna qui.

Per me personalmente Medjugorje è un risveglio. La Madonna ci sta svegliando. Questo significa che noi stiamo dormendo.

Noi sappiamo tante cose, ma non le mettiamo in pratica. La Madonna ci risveglia e ci invita alla conversione. Allora scopo di tutto è la pace. Questo è il primo invito della Madonna. Tutto ciò a cui Lei ci guida deve portare alla pace.

La Madonna ci risveglia da una dimenticanza, perché noi dimentichiamo. Ciascuno di noi conosce la Bibbia, il Nuovo Testamento, questa è la Parola di Gesù, ma noi dimentichiamo. E' perché queste parole non sono entrate nel profondo del nostro essere. La Madonna qui ci insegna come far entrare le parole di Gesù nel profondo del nostro essere. Noi ascoltiamo le parole di Gesù, ma avviene qualcosa di cui Gesù ci aveva avvertiti. Le parole cadono, perché le ascoltiamo, come quel seme che cade sulla terra. Se il seme non entra nella terra non c'è il processo e non ci sono i frutti. Così anche le parole: se non entrano nel profondo del nostro essere non avviene il processo necessario e non portano i frutti.

Allora abbiamo due momenti a Medjugorje: il risveglio e la scuola.

Scuola dove la Madonna ci insegna. In un messaggio Lei ci ha detto: "Voglio insegnarvi come amare".

Io direi che la Madonna ci insegna come vivere, perché noi non sappiamo vivere. Noi viviamo solo una parte del nostro essere.

Limmagine che può rappresentare questa situazione: viviamo come se fossimo sempre su un piede soltanto. Quando siamo su un piede siamo instabili. Viviamo solo all'esterno. Noi curiamo solo l'esterno del corpo e le cose materiali, dimenticando l'interiorità: l'anima e il cuore. E lì sbagliamo. Perciò la Madonna dice: "Operate sui vostri cuori come operate nei campi". Allora, è importante il lavoro sul cuore.

La cura dell'aspetto esteriore del corpo è molto importante, ma il nostro interiore è ancora più importante. Tutto dipende dal nostro interiore. I nostri rapporti interumani dipendono dal nostro interiore. La felicità dipende dal nostro interiore. Il nostro rapporto con le cose difficili della vita, come la croce, dipende dal nostro interiore. Dipendono da me. Com'è la situazione dentro di me?

Allora: se importante è l'igiene del corpo, ancora più importante è l'igiene dell'anima. Per esempio: la mano, che è una cosa esterna, si muove dal di dentro. Io non posso darti la mano se questo non lo vuole il mio cuore. Io non posso salutarti se questo non vuole farlo il mio cuore.

Non posso parlare con te, non posso parlarti, non posso perdonarti se questo non lo vuole il mio cuore.

Il mio modo di vedere non nasce qui, ma nasce nel mio cuore.

Perché tu sei una persona come ti vedo adesso? Perché sei una persona brava o cattiva? Positiva o negativa? Perché io ti sto verniciando di quel colore. Perché il mio modo di vedere nasce nel mio interiore: nell'amore o nell'odio; nell'invidia, nella gelosia; nei sentimenti negativi o nei sentimenti positivi. Io ti guardo attraverso questo. Allora lì nasce il mio modo di vedere.

Quante cose influenzano il nostro modo di vedere. Quando sentiamo qualcosa di negativo di una persona, questo appesantisce il mio modo di vedere; questo oscura i miei occhi e il mio modo di vederla. Io so, per esempio, che una persona mi ha detto qualcosa di negativo riguardo ad una terza persona, e io incontro quest'ultima, il mio modo di vederla sarà appesantito. Ci vuole tanto sforzo per liberarsi da ciò.

Mi ricordo che un ragazzo che era entrato nel Cenacolo per disintossicarsi dalla droga raccontava che un giorno, rimasto senza i soldi per comperarsi la dose, si è ricordato di sua madre. Sua madre in quel momento si trovava in ospedale. E' andato in ospedale; si è ricordato di quella catenina d'oro che aveva; gliela ha presa, se ne è andato via e ha comperato la droga. Lui in quella donna non ha visto sua madre, perché la sua vista era oscurata. Guardate come il nostro modo di vedere dipende dal nostro interiore.

Le nostre parole non nascono qui, ma nascono nel nostro interiore: nell'amore, nell'odio, nella pazienza, nel nervoso. La parola è così come è il mio cuore. Così qualche volta pronuncio qualche parola che offende il mio prossimo. Oppure dico una parola che inalza o rafforza quella persona.

Per esempio il rapporto con la croce. Dipende dal nostro interiore. Potete immaginare che il peso della croce dipende da me. Perché se accetto la croce il peso diminuisce. Se non accetto la croce il peso rimane come prima o magari può anche aumentare. Perciò Gesù dice: "Prendi la croce". Non dice solo "porta la croce"; dice "prendi la croce". Accetta la croce. Abbraccia la croce.

Gesù non solo ha portato la croce. Come se gliela avessero messa sulle spalle e Lui l'avesse portata sul Calvario. No, perché Lui non l'ha portata in modo passivo. Il modo in cui ha portato la croce dipende dall'Orto degli Ulivi. Qui ha accettato la croce da dentro. "Padre voglio compiere la Tua Volontà. Voglio accettare tutto quello che avviene". Gesù era disposto. Completamente in pace. Disposto ad accettare la croce. E Gesù prende la croce.

Perciò noi nella Messa, nel momento della trasformazione, nella seconda preghiera Eucaristica, diciamo: "Quando volontariamente prese la croce". Volontariamente. Perché Gesù ha preso la croce. Perché è importante questo? Perché quando accetto e prendo la croce il peso diminuisce. La croce non è più così pesante e cambia il senso. La cosa importante è capire il senso della croce. Gesù da il senso alla croce. Perciò san Paolo dice: "Per i pagani la croce è scandalo invece per noi è la salvezza". Perché Gesù ha dato senso alla croce. E' avvenuta la trasformazione attraverso di Lui. Gesù fa questo con amore.

Accettare la croce, prenderla, abbracciarla, da il senso. Il peso diminuisce.

Prendiamo il semplice esempio di uno studente. Se uno studente accetta il suo studio, ne scopre il senso, lui sa perché sta studiando. Lui ha uno scopo davanti e fa questo con amore. Si scontrerà con le difficoltà e le supererà più facilmente, perché per lui non è un sacrificio. Invece lo studente che non scopre il senso, che non studia con piacere, gli risulterà difficile e probabilmente non finirà lo studio. Anche se lo finisce, magari perché sono stati a volerlo i genitori, lui non sarà felice.

Anch'io come sacerdote se non scopro il senso, se non faccio questo con amore, mi risulterà difficile. Starò male. Perciò Gesù dice: "Per il Regno dei Cieli". Scopri un senso superiore.

Questo vale anche come genitore.

Allora il peso della croce diminuisce se io accetto la croce; se io la porto con amore; se io scopro il suo senso. Guardate quanto il peso della croce dipende dal nostro interiore.

O per esempio la morte. Io conosco due persone che guardano la croce in modo completamente opposto: mio nonno aveva due figli e li ha persi tutti e due; un'altra persona che aveva due figli e ne ha perso uno. Mio nonno ha accettato questo. In lui è avvenuta questa trasformazione. E' diventato una persona alla quale vengono gli altri per riprendersi, per parlare, per ridere un po'. E' una persona molto aperta, molto cara. Persone come me vanno volentieri da lui. L'altra persona non ha accettato e non lo accetta nemmeno al giorno d'oggi. Questa persona sta affogando se stessa e affoga tutti gli altri. Gli altri scappano da lei, perché lei non ha accettato la situazione.

Ecco, volevo farvi vedere in breve quanto importante è l'interiore.

La felicità dipende dall'interiore, non dalle cose esterne. Io non devo avere cose particolari o tante cose materiali per essere felice. Non le devo avere e io sono a posto e contento dentro di me, se dentro di me c'è l'amore.

Se due persone si amano, se scoprono il positivo l'uno nell'altro, se sono contenti di quello che anno, se sono liberi dentro, allora possono essere felici.

La Madonna ci invita a scoprire questo. Scoprire l'importanza dell'interiore. Scoprire quanto è importante una fede forte. Quanto importante è la speranza forte. Quanto importante è l'amore forte.

Tutto ciò a cui ci invita la Madonna qui provviene dalla Sua esperienza. La Madonna ci sta parlando solo di quello che ha vissuto Lei. Lei era forte, ma non da fuori, perché Lei non aveva le circostanze esterne favorevoli, perché aveva le croci. Ma aveva l'interiore forte: una fede forte, una speranza forte e l'amore forte. Pensiamo solamente alla situazione del concepimento. Quanti dubbi potevano sorgere. Ricordiamoci solo della lotta che ha avuto san Giuseppe. Poi la loro fuga in Egitto. Potete immaginarLa sotto la croce. Ma Maria è forte da dentro.

Qui ci insegna ad essere saggi e di lavorare su noi stessi. Lavorare sul nostro interiore: nutrirci, purificarci, curarci come facciamo con l'esteriore.

Questa è la via verso la pace.

Come noi nutriamo il corpo, prestando attenzione a quello che mangiamo - nessuno di noi vuole mangiare qualcosa che è marcio - così nutriamo l'anima con cibo vero e sano. Con le parole di Gesù, con l'Amore di Gesù. Questo sia il nostro cibo.

Come purifichiamo il corpo, purifichiamo anche il nostro interiore. Come siamo attenti al corpo, così che ci guardiamo davanti allo specchio e ci fa piacere se troviamo qualcosa di sporco prima che lo vedano gli altri, ci fa piacere anche se troviamo qualcosa di sporco dentro di noi (per pulirlo). Come curiamo il corpo dobbiamo curare le ferite dell'anima.

Le ferite del corpo andiamo a curarle senza pensare. Se mi sono tagliato con il coltello non mi chiedo se devo bendare la ferita o no. Non penso. Subito vado dal medico, perché devo andare. Invece nell'anima spesso portiamo le ferite.

Nutrire il corpo e nutrire l'anima, con la preghiera, con la Parola di Dio, con la santa Messa.

Purificare il corpo e purificare l'anima, nella confessione, nell'esame di coscienza.

Come noi curiamo le ferite del corpo, così dobbiamo curare anche le ferite dell'anima, nella confessione, nel matrimonio con il perdono.

Ecco, cari amici, questa sarebbe una piccola introduzione a quello che la Madonna vuole qui, così che noi stiamo con tutti e due i piedi per terra

Pensiamo alle cose esterne, ma pensiamo ancora di più alle cose interne, per essere forti da dentro, per avere fede forte, speranza forte, amore forte. Per essere capaci nelle diverse situazioni della vita.

Alcuni dicono "non posso perdonare". E' logico. Ma perché non puoi perdonare? Perché tu non hai la forza.

Alcuni non possono andare in chiesa, non possono pregare. Si allontanano da Dio. Ma perché non possono? Perché si è indebolito il loro amore.

Le persone si allontanano l'una dall'altra. Ma perché non possono stare insieme? Perché è diminuito l'amore. Perché dentro di sé non hanno l'amore.

Alcuni non possono portare le croci. E' vero. Ma perché non possono portarle? Perché non hanno la forza interiore.

Prendiamo l'esempio di madre Teresa che lavorava a Calcutta con gli ammalati. Arriva un giornalista da New York e, visto quello che faceva, le dice: "Io non lo avrei fatto neanche per un milione di dollari". Lei risponde: "Non lo avrei fatto nemmeno io (per un milione di dollari)". Lui non può fare questo, perché non ha l'amore. Lei invece può farlo, perché lei ha accettato questo, perché lei ha scoperto il senso. Lei fa questo con amore. E' difficile farlo, ma lei supera questa difficoltà.

Ricordiamoci di una giovane ragazza, Carmela, una giovane ebrea nel ghetto nel 1942. Lei scrive nel suo diario: "Io sono libera". Lei è chiusa nel ghetto, ma lei scrive "Io sono libera". Perché? Lei scrive: "Sono libera perché credo". Nessuno può impedirle questo. "Sono libera perché spero". Nessuno può impedire di sperare. "Io sono libera perché amo". Nessuno glielo può impedire. Lei è libera dal di dentro.

Perché la fede possa essere forte bisogna nutrirla. Per questo è importante la preghiera. Perché la speranza e l'amore possano essere forti bisogna nutrirli. Perciò sono importanti la preghiera e la santa Messa. Nella santa Messa ci riempiamo di Gesù, del Suo Amore. Il Suo Amore è d'esempio per me. Non altre persone, ma Gesù.

Quando io guardo Gesù mi chiedo come Gesù guarda, come Gesù pensa. Questa è la situazione in cui si trova Pietro quando ha rinnegato Gesù. Cosa è avvenuto? Pietro ha guardato Gesù. Ha guardato il Suo Volto. Ha guardato i Suoi Occhi e si è messo a piangere. Cosa ha visto Pietro sul Volto di Gesù? Ha visto la misericordia, il perdono e l'amore. Questo lo ha guarito.

Invece Giuda cerca di risolvere da solo il suo problema. Senza Gesù. Questo è il suo sbaglio.

Non voglio fare nulla senza Gesù. Tutto con Lui. Perciò io prego. Perciò io medito e io penso come pensa Gesù. Penso come Lui mi guarda, non come io mi vedo, perché io posso vedermi in modo sbagliato. Per esempio posso pensare che non sono amato, non sono accettato, che gli altri non mi considerano. Posso anche vedere tutto sbagliato riferendomi agli altri. Invece io mi chiedo come Gesù mi vede. Voglio guardare me stesso con gli Occhi di Gesù.

Io vedo gli altri con i miei occhi. Questo può essere sbagliato, perché l'altro mi offende, non mi piace, è pesante. L'altro può essere anche nemico. Invece Gesù come vede questa persona? Io voglio vedere quella persona dalla prospettiva di Gesù. Adesso quella persona è già diversa. Perciò, quando vogliamo perdonare, è importante non guardare quella persona solo con i nostri occhi, ma guardarla con gli Occhi di Gesù. Prega Gesù: "Gesù aiutami a guardare questa persona con i Tuoi Occhi". Gesù ci insegna come guardare il prossimo. Come guardarlo in questa situazione. Gesù non perdona sulla Croce, ma prega il Padre per vederli dalla prospettiva del Padre: "Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno".

L'altra cosa importante è che la preghiera mi cambi, che la Messa mi cambi, che il digiuno mi cambi. "Li riconoscerete dai loro frutti." Se la preghiera non mi cambia, se la Messa non mi cambia, se non sono diverso dopo la Messa, allora sarò come quel fariseo nel Tempio. Questo può accadere. Può accadere che ogni giorno vado a Messa, prego ogni giorno, sette giorni alla settimana sono davanti all'altare, ma non succede nulla. Perciò la Madonna ci dice non solamente di pregare, ma pregare con il cuore. Digiunate con il cuore. Celebrate la santa Messa con il cuore. Qui sono importanti due momenti. Il cuore, l'amore, essere innamorato. Se non ho voglia di andare a Messa o alla preghiera io non sono innamorato. Perché chi è innamorato corre e trova sempre il tempo. Pregare con il cuore significa nel profondo. Accade tutto nel profondo. Il seme non rimane sulla superficie, perché altrimenti non c'è quel processo che porta il frutto.

Io posso pregare all'inizio della Messa "perdonami Signore", ma dopo la Messa io sono disposto a perdonare? Possiamo verificare se questo è entrato nel profondo o se è rimasto in superficie.

Ascolto le parole di Gesù? Lui mi dice: "Questo è il Mio Corpo per te". "Io do Me stesso per te". E alla fine della Messa: "Và in pace. Và dal tuo prossimo e fa per lui quello che Io ho fatto per te nella Messa". Perciò la Madonna dice: "La santa Messa sia la vostra vita". La vita. Non solo durante la Messa, perché la Messa continua. Quando siamo nella Messa questa è la Messa di Gesù per te. Dopo la Messa tu continui la Messa per il prossimo.

Cosa può accadere? Io ricevo Gesù, ascolto le Sue parole, lo ricevo nella Comunione, ma dopo la Messa esco dalla chiesa , vedo la persona che non mi piace, che non sopporto, che mi ha offeso e io giro la testa. Non voglio nemmeno vederla, figurati salutarla e ancora di meno perdonarla. E io ho ricevuto Gesù. Io ho ricevuto Gesù. Davvero ho ricevuto Gesù? L'ho ricevuto con il cuore, con amore e nel profondo, così che possa avvenire un cambiamento dentro di me, come in Maria? Perché Maria non capisce tutto, "come potrà accadere questo se non conosco marito?" o nel Tempio"perché ci hai fatto questo?", a Cana di Galilea"Donna cosa ho a che fare con te?", ma vuole capire; perciò ascolta le Sue parole,le serba nel Suo cuore, così che possano lavorare dentro di Lei, nel profondo, e la cambiano. Lei vuole che questa cosa avvenga anche dentro di noi.

Un altro esempio. Quando vengo a Messa posso venire come quei due discepoli che da Gerusalemme andavano a Emmaus, tristi, disperati: "Noi speravamo.". Così posso essere anch'io. Per poi entrare nel dialogo con Gesù, andare assieme a Lui, ascoltarLo, riconoscerLo nello spezzare il Pane e ritornare a Gerusalemme diversi. Ritornare a casa diversi.

Oppure quel processo che avviene dentro Zaccheo. Zaccheo, guardando dall'esterno, è vicino a Gesù, perché si trova su quell'albero, ma è lontano. Da fuori è vicino, da dentro è lontano. Gesù gli dice: "Zaccheo scendi, perché voglio venire nella tua casa. Voglio essere nel tuo cuore". Zaccheo Lo riceve con gioia, con il cuore. E Zaccheo cambia.

Ecco, cari amici: questo è quello che la Madonna vuole qui. A Medjugorje non esiste nulla di nuovo. Sappiamo tutto, ma il problema è che sappiamo soltanto. Io conosco le parole di Gesù: "Ama Dio, ma ama anche il prossimo". Ma io amo Dio? Amo il mio prossimo? Amo me stesso? Io amo il corpo. Quando abbiamo una ferita sul corpo, senza pensare, subito la curiamo. Ma le ferite dell'anima? Io le porto dentro di me. Io porto dentro di me l'odio. Ma allora io mi amo? No.

La Madonna vuole che cominciamo a vivere quello che sappiamo. Io spero che questo accadrà dentro di voi.

Finiamo con la preghiera.

Gesù, io ti prego: riempi il mio cuore d'amore.

Gesù, il Tuo Amore regni dentro di me. Io so che il Tuo Amore è dentro di me, ma il Tuo Amore dentro di me non cresce. L'Amore dentro di me non è forte. Perché non è al primo posto.

Spesso l'Amore dentro di me non è libero. E' chiuso, è legato. Gesù, libera l'amore dentro di me. Fai ardere l'amore dentro di me, affinchè io possa amarTi con tutto il cuore, Gesù. Innamorarmi di Te.

Gesù, risveglia dentro di me l'amore verso la santa Messa. Possa amare la Messa, la preghiera, pregare con il cuore.

Fai ardere l'amore dentro di me verso i membri della mia famiglia. Possa scoprire ogni membro della mia famiglia come un dono.

Ti chiedo di accettare il prossimo, di poter perdonare.

Gesù, dammi l'amore per la persona che mi ha offeso, per la persona pesante, che non sopporto, per la persona che mi ha fatto ingiustizia. Gesù dammi l'amore per questa persona.
Gesù, io voglio vedere questa persona nella tua prospettiva. Guardarla con i Tuoi Occhi. Vederla come Tu la vedi. Gesù dammi l'amore verso questa persona.
Adesso dico a questa persona "io ti amo". Io ti perdono, perché Gesù ti perdona. Perché Gesù ti ama.
Gesù, grazie perché mi ami. Ti ringrazio, perché sono un essere amato.
Gesù, credo in Te. Gesù, credo in Te.
Gesù, libera la mia interiorità da ogni chiusura.
Gesù, liberami dalla paura.
Gesù, rafforza la fiducia verso di Te, perché io non abbia più paura di credere sempre di più alle Tue parole.
Ti ringrazio Gesù. Ti ringrazio per tutto.
Gesù, guarisci le mie ferite interiori. Le ferite del passato. Gesù, il Tuo Amore le guarisca.
Grazie, Gesù.
Il Signore ci benedica.
Il Signore sia con voi.
Vi benedica e riempia del Suo Amore Dio onnipotente.
Padre, Figlio e Spirito Santo.
Amen.
Grazie per la vostra pazienza.

Fonte: Ml Informazioni da Medjugorje

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