Maria a Medjugorje Messaggio del 7 aprile 1984:Voi vi ponete troppe domande. Non fate altro che sovraccaricarvi. Gesù vi offre se stesso e voi lo rifiutate. In lui troverete la risposta a tutte le vostre domande. Accettatelo!

Don Angelo mi avvicinò a Dio...




Quella che presento è la piccola testimonianza della grande conversione che ha cambiato la mia vita; ero non credente, di famiglia atea, sposato in chiesa solo per piacere a mia moglie. Un giorno fu proprio lei a chiedermi di accompagnare don Angelo a Medjugorje come semplice autista. Rifiutai in modo deciso le sue insistenze per più di una settimana, poi, senza nemmeno sapere il perché decisi di andare; salutai i miei genitori "atei" che mi invitarono a non spendere soldi inutilmente per portare a casa "madonne" o "rosari". Non conoscevo don Angelo, non l'avevo mai visto. Partimmo e dopo 12 ore di un tranquillo viaggio in cordiale conversazione, arrivammo a destinazione.

Al mattino seguente lo accompagnai a celebrare la Messa nella comunità dei ragazzi ex-tossicodipendenti di sr. Elvira. Durante la celebrazione ero l'unico a non inginocchiarmi tra quei 75 ragazzi... Mi sentii tanto imbarazzato che, per rispetto a loro, mi inginocchiai; era la seconda volta nella mia vita che compivo quel gesto.

Lasciato don Angelo a confessare, fui accompagnato da un seminarista nel luogo delle apparizioni e lì, per caso, trovai una piccola madonnina che, in seguito, portai a mia madre. Nel pomeriggio, mentre lo accompagnavo da qualche parte, don Angelo mi chiese se volevo confessarmi. Negai con fermezza, anche perché per me la confessione non aveva alcun senso; con calma don Angelo mi spiegò il senso di questo grande dono e, per la prima volta, mi confessai. Mi recai poi, solo, sul monte Krizevac e lì ebbi delle esperienze particolari che mi colpirono molto.

Il mattino successivo fu sempre don Angelo ad invitarmi a fare la Comunione. Come ricevetti l'Eucaristia sentii un gran caldo al cuore e con sorpresa scoppiai a piangere in modo incontrollato. Cominciai ad avere però ad avere dentro di me delle reazioni negative a tutti questi strani fatti che mi stavano capitando, da un lato non comprendevo, dall'altro volevo capire a tutti i costi. Chi mi incontrava mi ripeteva che la mia non era un presenza casuale, ma che la Madonna mi voleva là.

La confusione dentro di me era sempre più grande, anche perché dovevo decidere se, una volta tornato a casa, non dire niente a nessuno o accettare il cambiamento e le conseguenze che avrebbe portato. Dopo un notte insonne decisi di tornare sul monte e lì mi affidai completamente a Maria; promisi che se era vero tutto ciò che sentivo e quello che mi stava accadendo sarei diventato suo testimone per sempre.

Cominciai il cammino di conversione, sentivo una presenza in me che mi dava grande forza e coraggio; ma a casa, figli e genitori rifiutavano tutto. Sorgevano i dubbi, le perplessità, le difficoltà nell'andare a Messa nel mio paese perché mi sentivo giudicato e fuori posto. Cominciarono delle forti tentazioni, soprattutto quando mi trovavo in chiesa; ancora più difficile era vincere il forte istinto di bestemmiare.

Era l'inizio di una conversione, di un cammino, che pur tra le tante e forti tentazioni sta continuando nella gioia, nella serenità e nella pace di chi ha trovato il Signore e di chi vuol rimanere in Lui perché solo Lui è il "desiderio della mia vita". Luciano B. (RE)

Fonte: Eco di Maria nr.156

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