Maria a Medjugorje Messaggio del 2 ottobre 2009:Cari figli! Mentre vi guardo, il cuore mi si stringe dal dolore. Dove andate, figli miei? Siete così immersi nel peccato che non sapete fermarvi? Vi giustificate col peccato e vivete secondo esso. Inginocchiatevi sotto la croce e guardate mio Figlio. Lui ha vinto il peccato ed è morto affinché voi, figli miei, viviate. Permettete che vi aiuti perché non moriate, ma viviate con mio Figlio per sempre! Vi ringrazio!

Chi è venuto dall’aldilà? P. Domenico di Gesù Maria




Il Venerabile P. Domenico di Gesù Maria (+ 1630) era solito tenere nella sua cella, come si usa nell’Ordine Carmelitano, un teschio vero, sia per ricordare la morte come per avere un richiamo al dovere di carità di suffragi verso i defunti. Quando arrivò al convento di Roma, nella cella che gli venne assegnata trovò un teschio, da cui una notte udì una voce alta e spaventevole che gridava: «In memoria hominum non sum - nessuno si ricorda di me».

Le parole furono ripetute più volte e udite in tutto il dormitorio del convento Il Venerabile rimase stupito e timoroso, dubitando che si trattasse di un fenomeno diabolico. Si mise subito a pregare per sapere cosa dovesse fare. Prese poi dell’acqua benedetta e aspergendola sopra il teschio, il medesimo pronunciò queste altre parole: «Acqua, Acqua, misericordia, misericordia».

Il religioso gli domandò chi era e che misericordia voleva. Il defunto rispose dandogli queste informazioni: era un tedesco, venuto a Roma a visitare i Luoghi Santi. Il suo corpo era stato sotterrato da molto tempo nel camposanto; l’anima si trovava in Purgatorio a patire pene intollerabili. Non aveva nessuno che gli facesse del bene, né chi si ricordasse di lui, e perciò lo pregava di aspergerlo continuamente con l’acqua benedetta. Gli raccomandò che pregasse per lui il Signore affinché lo liberasse da quelle pene.

Padre Domenico promise. Pregò molto e fece penitenze. Pochi giorni dopo il defunto gli comparve in cella per ringraziarlo del beneficio della liberazione dal Purgatorio, promettendogli riconoscenza.

Fonte: Processi di beatificazione del P. Domenico di Gesù Maria

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